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Terziario lombardo e sostenibilità: investimenti diffusi, ma il credito resta la vera soglia

22/01/2026

Terziario lombardo e sostenibilità: investimenti diffusi, ma il credito resta la vera soglia

In Lombardia la sostenibilità sta smettendo di essere un capitolo “a parte” e sta entrando nei piani operativi delle imprese del terziario, con numeri che raccontano un’accelerazione difficile da ignorare. Quasi il 90% delle attività – dal commercio al turismo, dai servizi ai trasporti – dichiara di aver investito negli ultimi tre anni in azioni e progetti green; e il 62% prevede, nel prossimo biennio, nuovi interventi legati all’efficienza energetica, all’uso di materiali ecologici e all’adozione di mezzi a basso impatto. È un dato che fotografa un tessuto economico già al lavoro, più che “in attesa” della transizione.

I risultati arrivano dall’indagine realizzata da Confcommercio Lombardia con Fondazione Lombardia per l’Ambiente e presentata a Milano durante l’evento formativo “Azioni per la transizione: focus green marketing”, aperto dai saluti istituzionali dell’assessore regionale ad Ambiente e Clima Giorgio Maione. L’iniziativa, inoltre, dà il via a un ciclo di laboratori diffusi sul territorio nazionale, promossi da Confcommercio nazionale nella cornice della campagna “Confcommercio per la sostenibilità”.

Che cosa cambia davvero nelle aziende: dal “verde” ai processi

Il passaggio interessante, oltre alla percentuale di chi investe, riguarda la trasformazione interna: oltre il 60% delle imprese del terziario lombardo afferma di aver modificato il proprio modello aziendale in ottica sostenibile. La traiettoria più frequente parte dagli investimenti green, prosegue con aggiustamenti nell’organizzazione e si completa, spesso, con la partecipazione a iniziative sociali. In questa sequenza c’è un messaggio pratico: la sostenibilità viene trattata come una leva di performance, non come un elemento ornamentale.

Le motivazioni dichiarate vanno in quella direzione: migliorare i risultati, incidere positivamente su ambiente e società. Poi intervengono due fattori che, nel terziario, pesano in modo particolare. Il primo è l’attenzione dei clienti, soprattutto nella fascia 36–50 anni, che orienta scelte e priorità; il secondo è la pressione delle filiere, perché molte imprese forniscono beni e servizi ad altre aziende che chiedono standard, tracciabilità, coerenza. Dove il cambiamento non è partito, emergono due ostacoli ricorrenti: mancanza di risorse economiche e insufficienza di competenze, cioè soldi e know-how, la coppia che decide se un progetto resta sulla carta o diventa pratica.

Sostenibilità sociale: welfare aziendale e ruolo degli enti bilaterali

L’indagine restituisce anche un profilo meno scontato: la sensibilità non si esaurisce nella sfera ambientale. Quattro imprese su dieci dichiarano di adottare politiche di welfare per i dipendenti, con strumenti concreti come voucher, convenzioni per la sanità integrativa e premi di produzione; oltre la metà afferma di conoscere il supporto del welfare contrattuale garantito dagli enti bilaterali. In un settore dove il capitale umano coincide spesso con la qualità del servizio, questa attenzione diventa un indicatore di maturità organizzativa: trattenere competenze, ridurre turnover, aumentare stabilità.

Carlo Massoletti, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia, parla di un’attenzione che “si consolida” e si traduce in investimenti già realizzati e programmati, in un approccio alle valutazioni ESG e nel rafforzamento delle politiche di welfare. Il punto critico, però, resta quello delle risorse: le imprese chiedono alle istituzioni burocrazia più leggibile, contributi dedicati e finanziamenti agevolati; alle associazioni domandano una spinta sugli incentivi e un affiancamento concreto nell’accesso al credito.

Sul versante regionale, Maione rivendica la scelta di governare la transizione ecologica e non subirla, legandola alla competitività: cita l’approvazione della prima legge sul clima in Italia e 650 milioni di euro stanziati negli ultimi cinque anni per progetti di economia circolare. Il nodo, a questo punto, è far incontrare l’ambizione pubblica con la capacità di spesa delle imprese: quando la sostenibilità si misura su bollette, investimenti e mezzi di trasporto, la differenza la fa la possibilità di finanziare il salto, senza trasformarlo in un rischio insostenibile per i bilanci.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.