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Sanità e Università: Regione Lombardia rinnova il Protocollo per Medicina e Chirurgia

04/02/2026

Sanità e Università: Regione Lombardia rinnova il Protocollo per Medicina e Chirurgia

La Giunta di Regione Lombardia ha approvato il nuovo Protocollo d’intesa con le Università lombarde sedi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia, segnando un passaggio rilevante nel rafforzamento del rapporto tra sistema universitario e Servizio sanitario regionale. Il provvedimento, proposto dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso di concerto con l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, rappresenta l’esito di un confronto avviato nel corso del 2025 e culminato nell’intesa condivisa con tutti i rettori il 23 gennaio 2026.

Il nuovo accordo coinvolge l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università degli Studi di Pavia, l’Università degli Studi di Brescia, l’Università degli Studi dell’Insubria, Università Vita-Salute San Raffaele e Humanitas University. La delibera prevede ora il passaggio in Commissione consiliare per il parere previsto dalla normativa, ultimo step prima della sottoscrizione formale.

Una rete clinico-assistenziale più ampia e integrata

Il Protocollo aggiorna e supera quello approvato nel 2022, introducendo elementi di innovazione che incidono in modo diretto sull’organizzazione della formazione medica e sull’assistenza sanitaria. Tra i punti più rilevanti figura l’ampliamento della rete dei Poli universitari clinico-assistenziali, con l’inclusione di nuove ASST come Lodi, Crema, Melegnano e Martesana, Rhodense, Franciacorta, Mantova, Bergamo Ovest, Bergamo Est, Valtellina e Alto Lario e Valle Olona.

L’estensione della rete risponde all’esigenza di distribuire in modo più equilibrato le attività formative e assistenziali sul territorio, riducendo la concentrazione esclusiva sui grandi poli urbani e rafforzando il legame tra università, ospedali e comunità locali.

Programmazione condivisa e qualità delle cure

Tra le novità centrali del nuovo Protocollo vi è l’introduzione di una programmazione congiunta tra Regione, Università, IRCCS e ASST. Questo modello mira a integrare in modo più efficace le attività di didattica e formazione con quelle assistenziali e di ricerca, garantendo standard elevati di appropriatezza e qualità delle cure.

Viene inoltre ridefinita la classificazione delle strutture appartenenti alla Rete dei Poli Clinico Assistenziali, distinguendo tra Ospedale principale di insegnamento universitario e Ospedale di insegnamento. Una distinzione che consente maggiore chiarezza organizzativa e favorisce una migliore allocazione delle competenze e delle responsabilità.

Formazione medica e ruolo degli specializzandi

Il Protocollo rafforza la rete formativa valorizzando il contributo dei medici specializzandi, inclusi quelli assunti in base al cosiddetto “decreto Calabria”. Gli specializzandi potranno operare sull’intera rete secondo il modello hub and spoke già adottato dalla Regione, ampliando le opportunità di apprendimento sul campo e migliorando al contempo la capacità di risposta del sistema sanitario.

È confermata anche l’equiparazione dei diritti e dei doveri del personale universitario convenzionato con il Servizio sanitario regionale, con chiarimenti sul trattamento economico e sull’organizzazione delle attività all’interno delle strutture. Un aspetto che contribuisce a rendere più solido e trasparente il rapporto tra università e sanità pubblica.

Secondo Bertolaso, il nuovo Protocollo rafforza in modo strutturale l’integrazione tra università e sanità regionale, garantendo cure più appropriate ai cittadini e una formazione di altissimo livello per i futuri professionisti. Per Fermi, l’accordo consolida il legame strategico tra formazione, ricerca e assistenza, offrendo nuove opportunità a studenti e giovani medici e confermando l’impegno della Lombardia nel sostenere università competitive e sistemi sanitari di qualità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.