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RAEE, il test di Legambiente promuove la Lombardia: piccoli rifiuti elettronici ritirati nell’86% dei casi

15/02/2026

RAEE, il test di Legambiente promuove la Lombardia: piccoli rifiuti elettronici ritirati nell’86% dei casi

Dieci anni dopo l’introduzione dell’obbligo per i grandi negozi di elettronica di ritirare gratuitamente i piccoli rifiuti elettronici senza vincolo d’acquisto, il servizio “1 contro 0” funziona nella maggior parte dei casi. A dirlo è l’indagine nazionale di Legambiente, che ha monitorato 141 grandi punti vendita in otto regioni attraverso la metodologia del “mistery shopping”. Il risultato complessivo è positivo: nell’86% dei casi è stato possibile conferire correttamente i piccoli RAEE sotto i 25 centimetri.

Tra le regioni spicca la Lombardia, che si colloca al primo posto per percentuale di conformità.

Lombardia in testa: il 93,3% dei negozi applica correttamente l’“1 contro 0”

In Lombardia il 93,3% dei punti vendita visitati ha dimostrato di conoscere e applicare il servizio “1 contro 0”. Un dato che colloca la regione al vertice della classifica nazionale, davanti a Toscana (90,9%), Piemonte (89,7%) e Lazio (87,1%).

Il principio dell’“1 contro 0” è semplice: i grandi negozi con superficie dedicata alla vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche superiore ai 400 metri quadrati sono tenuti a ritirare gratuitamente i piccoli RAEE, anche senza che il cliente acquisti un nuovo prodotto. Una norma che punta a intercettare quella massa silenziosa di oggetti – caricabatterie, telefoni, mouse, piccoli elettrodomestici – che spesso rimangono nei cassetti o finiscono erroneamente nel rifiuto indifferenziato.

La performance lombarda segnala una maggiore attenzione organizzativa e una migliore formazione del personale. Il dato assume rilievo anche alla luce della densità commerciale e della dimensione del mercato regionale, tra i più ampi e articolati del Paese.

Le criticità: informazione ancora insufficiente in alcune aree

L’indagine evidenzia però margini di miglioramento. Nei negozi dove non è stato possibile effettuare il conferimento, il 16% degli addetti ha dichiarato di non conoscere il servizio “1 contro 0” o di applicare esclusivamente la formula “1 contro 1”, che prevede il ritiro solo a fronte dell’acquisto di un prodotto equivalente.

Le differenze territoriali risultano marcate: in Sardegna (33,3%) e Campania (31,6%) si registra una quota significativa di esercizi che ha ammesso di non essere a conoscenza dell’obbligo normativo. Un divario che richiama l’esigenza di rafforzare l’informazione sia verso gli operatori commerciali sia verso i cittadini.

Secondo Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, l’indagine riporta al centro un tema spesso sottovalutato: la gestione dei piccoli RAEE domestici. Oggetti di dimensioni ridotte ma con un impatto ambientale potenzialmente rilevante, a causa della presenza di sostanze nocive che, se disperse, possono contaminare suolo e acqua. Allo stesso tempo, un corretto conferimento consente di recuperare materiali preziosi, incluse le cosiddette Materie Prime Critiche, oggi al centro di delicate dinamiche geopolitiche.

Il quadro che emerge è dunque articolato: il sistema nel suo complesso regge, con una larga maggioranza di punti vendita conformi, ma resta essenziale consolidare la cultura del conferimento corretto. Perché l’economia circolare, quando si misura con oggetti quotidiani e di piccole dimensioni, si gioca anche sul livello di consapevolezza diffusa e sulla coerenza nell’applicazione delle regole.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.