PSA, via le restrizioni in cinque Comuni: Beduschi parla di “passaggio decisivo”
di Redazione
25/11/2025
Il quadro lombardo della Peste Suina Africana cambia ancora, con la Commissione europea che ha deciso l’uscita di cinque Comuni lodigiani e cremonesi dalle aree di contenimento. La notizia arriva dopo mesi di monitoraggi continui e interventi mirati che hanno permesso di stabilizzare la situazione epidemiologica in territori finora considerati a rischio.
Castelnuovo Bocca d’Adda, Maccastorna, Meleti, Cornovecchio e Crotta d’Adda tornano in fascia libera, segnando una tappa importante soprattutto per la provincia di Cremona, oggi completamente fuori dalle restrizioni.
Un risultato costruito sul lavoro congiunto di tecnici e allevatori
L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste ha sottolineato il contributo determinante di tutti gli attori coinvolti. “È un risultato che appartiene agli allevatori, ai territori e a chi ha garantito per mesi un impegno senza riserve”, ha affermato Beduschi, ricordando come le misure adottate abbiano comportato sacrifici significativi per numerose aziende zootecniche.
Il ringraziamento dell’assessore è andato anche alla struttura veterinaria regionale, che ha assicurato un controllo capillare degli allevamenti e degli spostamenti, contribuendo in maniera decisiva alla valutazione positiva emersa a Bruxelles.
Vigilanza ancora necessaria e nuovi finanziamenti in arrivo
Nonostante il miglioramento, il virus continua a rappresentare una minaccia per il comparto suinicolo. Il rischio legato alla fauna selvatica rimane elevato, motivo per cui la Regione ha deciso di rafforzare le azioni di prevenzione. Beduschi ha annunciato che verranno stanziati ulteriori 210.000 euro a favore di Province e Città Metropolitana per sostenere le attività di contenimento del cinghiale, principale vettore della PSA.
La prospettiva, almeno per ora, è quella di un percorso graduale che premi la costanza delle misure adottate. L’uscita dei cinque Comuni dalle restrizioni rappresenta una buona notizia, ma non modifica il quadro di allerta che resterà attivo per garantire la tutela di un comparto strategico per l’economia lombarda.