Pista ciclabile Ghisolfa, al via la seconda fase dei lavori: cambia la viabilità sul cavalcavia
06/04/2026
Entra nella fase operativa più visibile il cantiere della pista ciclabile Ghisolfa, uno degli interventi più attesi sul fronte della mobilità urbana milanese. Da mercoledì 8 aprile prenderà infatti avvio la seconda fase dei lavori lungo il cavalcavia, con una modifica parziale della viabilità che interesserà la direttrice da via Delfico verso piazzale Lugano. Il cambiamento più immediato sarà il restringimento dell’attuale carreggiata, destinato a incidere sulla circolazione soprattutto nelle fasce orarie di maggiore traffico.
Le prime recinzioni di cantiere saranno collocate nella notte tra il 7 e l’8 aprile sul lato del cavalcavia Bacula in direzione nord. Dalla mattina successiva gli automobilisti dovranno fare i conti con una nuova configurazione stradale che, secondo le previsioni, potrà provocare rallentamenti e code, in particolare nelle ore di punta. Questa organizzazione del cantiere resterà attiva per circa sei settimane, segnando un passaggio concreto nell’avanzamento dell’opera.
Come cambia la viabilità sul cavalcavia Ghisolfa
L’intervento riguarda un nodo delicato della rete viaria cittadina, da tempo al centro del dibattito pubblico per la necessità di migliorare la sicurezza di chi si sposta in bicicletta senza compromettere del tutto la funzionalità di un asse molto utilizzato dal traffico automobilistico. La scelta di procedere per fasi punta proprio a mantenere aperta la circolazione, pur con limitazioni inevitabili. In questa fase sarà dunque ridotta la larghezza della carreggiata in direzione piazzale Lugano, con effetti che il Comune invita a considerare con anticipo da parte di residenti e pendolari.
Il cantiere, oltre alla posa delle recinzioni, rappresenta l’inizio della parte più delicata dell’opera dal punto di vista della convivenza tra lavori e traffico. La zona della Ghisolfa è infatti uno snodo strategico per i collegamenti interni alla città e ogni modifica, anche temporanea, può produrre ripercussioni sulla fluidità della circolazione. Proprio per questo i prossimi giorni saranno decisivi per valutare l’impatto effettivo delle limitazioni previste.
Un collegamento ciclabile protetto tra via Mac Mahon e piazzale Lugano
Il progetto consentirà di realizzare una coppia di ciclabili monodirezionali protette da cordoli tra via Mac Mahon e piazzale Lugano, in entrambe le direzioni. Le nuove corsie avranno una larghezza di circa un metro e mezzo e saranno inserite in un contesto reso più sicuro anche dal rifacimento degli impianti della linea filoviaria 90-91. Si tratta di un elemento tecnico rilevante, perché permette di intervenire in maniera coordinata su più componenti dell’infrastruttura urbana, riducendo la necessità di ulteriori cantieri separati in futuro.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è rafforzare la continuità dei percorsi ciclabili in una zona che, fino a oggi, presentava criticità evidenti proprio sul cavalcavia. Il ponte rappresenta infatti uno dei punti più sensibili per chi si muove in bicicletta, sia per lo spazio disponibile sia per la compresenza di mezzi pubblici e traffico privato. La nuova configurazione dovrebbe offrire una connessione più sicura e leggibile, rendendo il tratto attraversabile con minori margini di rischio.
Un cantiere da 2,5 milioni finanziato con fondi PNRR
Secondo quanto spiegato dall’assessore alle Opere pubbliche Marco Granelli, i lavori avranno una durata complessiva di circa un anno e comporteranno un investimento di 2,5 milioni di euro finanziati con fondi del PNRR. Nel progetto rientrano anche nuovi attraversamenti ciclabili semaforizzati, pensati per aumentare il livello di protezione nei punti più esposti. Il riferimento alla sicurezza resta il cuore dell’intervento, che nasce dall’esigenza di rendere più equilibrato l’uso dello spazio pubblico in un tratto da tempo considerato problematico.
Arianna Censi, assessora alla Mobilità, ha sottolineato la complessità della progettazione e il percorso di confronto con cittadini, comitati e Municipi. Un passaggio politico e amministrativo che aiuta a comprendere il peso dell’opera nel quadro della mobilità milanese: non un semplice tratto ciclabile, ma un’infrastruttura di connessione destinata a ricucire parti della città e a rendere più accessibile uno dei principali assi di attraversamento urbano.
Con l’avvio della seconda fase, il progetto entra dunque in una fase concreta che richiederà pazienza sul fronte della viabilità, ma che punta a lasciare in eredità un collegamento più sicuro, ordinato e funzionale per chi sceglie di spostarsi sulle due ruote.
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