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Peste suina, la Lombardia pronta a chiedere l’allentamento delle restrizioni

11/09/2025

Peste suina, la Lombardia pronta a chiedere l’allentamento delle restrizioni

Il 17 settembre il commissario straordinario per la Peste Suina Africana, Giovanni Filippini, sarà a Bruxelles per presentare alla Commissione europea la richiesta di riduzione delle zone soggette a restrizioni in Lombardia. Una proposta che nasce da dati finalmente incoraggianti: nessun caso negli allevamenti da oltre un anno e un netto calo della circolazione del virus tra i cinghiali.

Un quadro epidemiologico più rassicurante

“Ci sono tutte le condizioni per avanzare la proposta – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi –. La situazione è radicalmente migliorata e possiamo chiedere una revisione delle aree più colpite, in particolare la provincia di Pavia e le zone soggette a restrizione nel Lodigiano e nel Cremonese”. Per gli allevatori, stretti per tre anni da vincoli e limitazioni commerciali, l’eventuale allentamento rappresenterebbe un primo passo verso la ripresa di attività e mercati.

Il ruolo delle misure di contenimento

Durante l’incontro a Palazzo Lombardia tra Beduschi e Filippini è stato fatto il punto sulle strategie che hanno permesso di contenere la diffusione del virus. Decisivo il contributo del mondo venatorio nel monitoraggio e nella riduzione della popolazione selvatica, così come l’impiego di cani molecolari per la ricerca delle carcasse infette. A queste misure si aggiungono gli interventi di biosicurezza finanziati da Regione e MASAF e la realizzazione di recinzioni lungo i principali corridoi autostradali, che hanno ridotto la mobilità dei cinghiali e, di conseguenza, il rischio di contagio.

Suinicoltura lombarda, un settore da rilanciare

“La Lombardia resta il pilastro della suinicoltura italiana – ha concluso Beduschi – e dobbiamo garantire agli allevatori condizioni per tornare a crescere, salvaguardando la nostra identità produttiva e la competitività delle imprese”. L’attesa ora è tutta per Bruxelles: la decisione europea potrà segnare l’inizio di una fase nuova per un comparto che vale miliardi di euro e che negli ultimi anni ha pagato un prezzo altissimo alla crisi sanitaria.