Olimpiadi invernali e legacy: la Lombardia dialoga con i futuri territori ospitanti
09/02/2026
La partita delle Olimpiadi Invernali non si gioca soltanto sui campi di gara. Sempre più, il vero banco di prova per i territori ospitanti è ciò che resta dopo: infrastrutture funzionanti, servizi migliori, una crescita più equilibrata e un patrimonio di relazioni internazionali capace di durare nel tempo. È con questo spirito che il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha ricevuto, venerdì 6 febbraio a Palazzo Lombardia, le delegazioni dei territori che ospiteranno le prossime edizioni dei Giochi Invernali.
L’incontro ha riunito i presidenti delle Regioni francesi Alvernia-Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Fabrice Pannekoucke e Renaud Muselier, che accoglieranno le Olimpiadi del 2030, insieme al governatore dello Utah Spencer James Cox, sede dei Giochi del 2034. Al centro del confronto, l’esperienza lombarda nella costruzione della cosiddetta legacy olimpica, intesa come lascito concreto e immateriale per i cittadini.
CoopJob26 e lo scambio di buone pratiche
Il vertice si è svolto nell’ambito di CoopJob26, un progetto internazionale a cui la Lombardia partecipa da circa un anno con l’obiettivo di rafforzare le politiche territoriali legate ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026, 2030 e 2034. Il lavoro si articola in tavoli tecnici e gruppi tematici dedicati alla sostenibilità, allo sport inclusivo, alla promozione dell’alto livello agonistico, al coinvolgimento della società civile e alle strategie di legacy.
Non si tratta di un confronto teorico. L’ambizione è definire un vero protocollo di azione, capace di orientare le scelte dei territori ospitanti prima, durante e dopo l’evento, riducendo il rischio di opere inutilizzate e valorizzando invece investimenti duraturi e coerenti con i bisogni locali.
La Lombardia come modello di riferimento
Fontana ha sottolineato come l’incontro, avvenuto nel giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, confermi l’attenzione internazionale verso il ruolo della Lombardia. Secondo il presidente, i Giochi hanno agito da acceleratore, sbloccando interventi infrastrutturali attesi da tempo e consentendo di concentrare risorse su opere strategiche per la mobilità e lo sviluppo territoriale.
Il piano lombardo prevede investimenti per 5,1 miliardi di euro, di cui 440 milioni a carico diretto della Regione. Oltre il 40% delle risorse è destinato alle infrastrutture stradali, il 47% al trasporto ferroviario e alla mobilità sostenibile, mentre il restante 12% riguarda l’adeguamento e il rinnovo degli impianti sportivi. Una ripartizione che riflette l’idea di un’eredità olimpica capace di migliorare la qualità della vita ben oltre l’evento.
Turismo, visibilità e cooperazione internazionale
Le stime confermano l’impatto atteso anche sul fronte turistico. Secondo la Fondazione Milano-Cortina, l’incremento dei visitatori varierà tra il 15% e il 60% a seconda dei territori. Per la Lombardia, Regione stima circa 3 milioni di pernottamenti aggiuntivi tra febbraio e marzo 2026, con una crescita delle presenze del 50% rispetto agli anni precedenti e una quota di turisti stranieri destinata a salire fino al 75%.
Accanto ai numeri, resta il valore simbolico della cooperazione. Come ha ricordato il sottosegretario Raffaele Cattaneo, sostenibilità, inclusione e dialogo internazionale rappresentano i pilastri del percorso avviato con Milano-Cortina. Principi che, se condivisi anche dai futuri territori olimpici, possono trasformare i Giochi in un vero investimento di lungo periodo, capace di lasciare un’eredità positiva e riconoscibile ben oltre l’ultima medaglia assegnata.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to