Minori stranieri non accompagnati in Lombardia: aperto il nuovo bando per i tutori volontari
11/01/2026
In Lombardia si riapre una finestra decisiva sul tema dell’accoglienza e della tutela dei minori stranieri non accompagnati (MSNA). Con la pubblicazione sul BURL del 17 dicembre, la Regione ha avviato un nuovo bando per la selezione di cittadini disponibili a svolgere il ruolo di tutore volontario, una figura prevista dalla legge e sempre più centrale nella gestione dei percorsi di integrazione dei minori migranti presenti sul territorio.
Il dato di partenza racconta una realtà articolata e in continua evoluzione: al 30 novembre 2025 i MSNA presenti in Lombardia erano 2.133, in calo rispetto all’anno precedente ma comunque tali da rendere necessario un rafforzamento della rete di tutela. La Regione resta la seconda in Italia per numero di minori stranieri non accompagnati, su un totale nazionale di oltre 17.500 presenze.
I numeri della tutela e il fabbisogno reale
Negli ultimi due anni, all’Ufficio del Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza sono pervenute 670 candidature per diventare tutori volontari. Un risultato significativo, che ha consentito di arrivare a 737 tutori attualmente attivi, iscritti agli Albi dei Tribunali per i Minorenni di Milano e Brescia.
Ogni tutore può seguire fino a un massimo di tre minori. Questo significa che, a fronte degli attuali numeri, l’obiettivo realistico è raggiungere almeno quota mille tutori, distribuiti in modo omogeneo sul territorio regionale, per garantire una presa in carico più equilibrata e continuativa.
La composizione dei minori presenti in Lombardia mostra alcune peculiarità: circa il 19% è di genere femminile, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale; il 70% ha tra i 15 e i 17 anni, mentre una quota più ridotta riguarda bambini sotto i 14 anni. Le cittadinanze maggiormente rappresentate restano quella egiziana, seguita da tunisini e ucraini.
Il ruolo del tutore volontario: molto più di un incarico formale
Riccardo Bettiga, Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, sottolinea come la tutela volontaria non si esaurisca in un adempimento giuridico. Il tutore diventa un riferimento legale, umano e relazionale per un ragazzo o una ragazza che si trova in Italia senza una rete familiare, spesso dopo esperienze traumatiche.
La funzione del tutore comprende la rappresentanza giuridica, il supporto nei percorsi scolastici e formativi, l’accesso alle cure sanitarie, il dialogo con le comunità di accoglienza e con i servizi territoriali. Ma soprattutto introduce una relazione di fiducia, capace di ridurre il rischio di isolamento, marginalità e coinvolgimento in circuiti di sfruttamento o illegalità.
La legge n. 47 del 2017 (legge Zampa) ha voluto valorizzare proprio questa dimensione umana, riconoscendo che la qualità dell’accoglienza passa anche dalla presenza di adulti disponibili ad accompagnare i minori nel confronto con un nuovo contesto sociale, culturale e normativo.
Chi può candidarsi e come partecipare
Può presentare domanda ogni cittadino che abbia compiuto 25 anni, indipendentemente dal titolo di studio o dalla professione svolta. Dopo la candidatura, i futuri tutori seguono un percorso formativo organizzato dal Garante, al termine del quale possono essere nominati dal Tribunale per i Minorenni.
Tutte le informazioni operative, il testo del bando e la modulistica sono disponibili sul sito ufficiale del Garante regionale per la tutela dei minori e delle fragilità, accessibile a questo link:
👉 https://garanteminoriefragilita.regione.lombardia.it/wps/portal/site/garante-minori-e-fragilita/tutori-volontari-dei-minori-stranieri-non-accompagnati-msna/il-bandoi
Diventare tutore volontario significa assumere un impegno concreto e responsabile, capace di incidere in modo diretto sul presente e sul futuro di ragazzi che, se adeguatamente accompagnati, possono trasformare un percorso di fragilità in una reale possibilità di integrazione.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to