Milano, spazio comunale per il lavoro in carcere: nasce un hub per il reinserimento sociale
17/03/2026
Un immobile comunale trasformato in luogo di incontro tra impresa, formazione e inclusione. Con una delibera appena approvata, la Giunta comunale di Milano ha avviato il percorso per assegnare in concessione uno spazio di circa 200 metri quadri in viale dei Mille 1, con l’obiettivo di sostenere e valorizzare le esperienze di lavoro nate all’interno del sistema penitenziario.
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che guarda al lavoro come strumento concreto di reinserimento sociale, capace di ridurre la marginalità e creare opportunità durature anche al di fuori del contesto carcerario.
Un progetto tra impresa sociale e rigenerazione urbana
L’immobile, già oggi utilizzato come punto vendita di prodotti realizzati da cooperative attive negli istituti penitenziari, sarà affidato tramite bando a un ente del Terzo settore. La concessione prevede lo sviluppo di attività che vanno oltre la semplice commercializzazione: laboratori, percorsi formativi, iniziative culturali e momenti di aggregazione destinati a persone sottoposte a misure penali.
L’obiettivo è costruire uno spazio multifunzionale, capace di coniugare dimensione economica e impatto sociale. Un modello che punta a rendere visibile il valore delle produzioni nate in carcere, favorendo al tempo stesso la costruzione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Il progetto si sviluppa su una base già consolidata. Lo spazio, in precedenza gestito dal Consorzio Viale dei Mille, rappresenta un punto di riferimento per la distribuzione del cosiddetto “fatto in carcere”, una rete che coinvolge cooperative e imprese sociali anche al di fuori del territorio milanese.
Lavoro e inclusione: il ruolo del Terzo settore
La scelta di affidare la gestione a un ente del Terzo settore riflette la volontà di mantenere una forte impronta sociale, valorizzando soggetti che operano senza finalità di lucro ma con una consolidata esperienza nell’inclusione lavorativa.
Il nuovo assetto consentirà di ampliare le funzioni dello spazio, trasformandolo in un luogo in cui il lavoro diventa occasione di relazione e crescita. Le attività previste non riguardano soltanto la produzione e la vendita, ma anche la costruzione di percorsi di accompagnamento, orientamento e formazione.
L’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro, Alessia Cappello, ha evidenziato come l’iniziativa possa generare effetti positivi anche sul contesto urbano, contribuendo a rafforzare il presidio del territorio e a creare servizi utili per il quartiere.
Un modello sostenuto da agevolazioni economiche
La sostenibilità economica del progetto è garantita anche da un sistema di agevolazioni sul canone di concessione. L’importo annuo, fissato in 53.000 euro, sarà ridotto del 70% per la natura non profit del soggetto gestore, a cui si aggiunge un’ulteriore riduzione del 15% legata alla finalità sociale delle attività svolte.
La concessione avrà una durata di quattro anni, con possibilità di rinnovo per ulteriori due. Un orizzonte temporale che consente di pianificare interventi strutturati e di consolidare le attività nel tempo.
L’iniziativa rappresenta un esempio di come il patrimonio pubblico possa essere utilizzato per generare valore sociale, mettendo in relazione istituzioni, imprese e comunità. Il lavoro, in questo contesto, diventa un ponte tra il dentro e il fuori, tra la dimensione penitenziaria e quella cittadina.
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