Milano riapre la Galleria Antico Egitto al Castello Sforzesco
05/03/2026
Da domani riapre al pubblico la Galleria Antico Egitto del Castello Sforzesco, uno degli spazi museali più affascinanti del patrimonio civico milanese. Il nuovo allestimento restituisce alla città una collezione di grande valore storico e artistico, con un percorso espositivo ampliato e completamente rinnovato.
La galleria presenta circa 330 reperti, tra sarcofagi, amuleti, papiri, bronzetti, vasi canopi e stele, che raccontano oltre quattro millenni di storia egizia, dal IV millennio a.C. fino al V secolo d.C.
Il progetto rappresenta un importante intervento di valorizzazione della collezione civica egizia, una delle più rilevanti presenti nei musei italiani.
Un nuovo allestimento tra ricerca e innovazione
Il riallestimento della galleria nasce da un lavoro di studio e progettazione volto a rendere il percorso più immersivo e accessibile al pubblico contemporaneo.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha sottolineato l’importanza della riapertura, evidenziando come il nuovo percorso permetta di proporre ai visitatori italiani e internazionali un viaggio nella storia e nella cultura dell’antico popolo egizio.
Anche l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha evidenziato come il nuovo allestimento restituisca alla città una galleria completamente ripensata, capace di raccontare la vita quotidiana, la religione e l’aldilà della civiltà egizia attraverso strumenti espositivi contemporanei.
La collezione complessiva del museo conta oltre 3.000 reperti, frutto di scavi archeologici, acquisizioni e donazioni che nel tempo hanno arricchito le raccolte civiche milanesi.
Uno spazio espositivo ispirato ai templi egizi
La nuova sala è stata progettata dall’architetto Markus Scherer, che ha concepito l’ambiente espositivo ispirandosi alla sala ipostila dei templi egizi.
Le vetrine monumentali a tutta altezza assumono la funzione simbolica di colonne, creando un ambiente solenne e suggestivo. L’uso della pietra di Brera, delle superfici scure e dei vetri extra-chiari contribuisce a valorizzare i reperti.
L’illuminazione, progettata dallo studio Ferrara Palladino Lightscape, crea una penombra controllata che esalta i dettagli degli oggetti e restituisce ai reperti un contesto visivo evocativo.
Un museo più accessibile e interattivo
Il nuovo percorso museale è accompagnato da pannelli tematici, apparati didattici e strumenti interattivi pensati per rendere la visita comprensibile e coinvolgente anche per i visitatori non specialisti.
Tra le principali novità c’è la APP PERVIVAL, sviluppata nell’ambito di un progetto multidisciplinare del Politecnico di Milano con il supporto di Fondazione Cariplo.
L’applicazione guida i visitatori alla scoperta del rituale funerario egizio attraverso un’esperienza interattiva.
La riapertura della galleria è accompagnata anche da un potenziamento dell’offerta educativa, con nuovi percorsi guidati e laboratori rivolti a scuole, famiglie e pubblico adulto.
Un patrimonio nato nell’Ottocento
Le origini della collezione egizia milanese risalgono ai primi decenni dell’Ottocento, nel periodo dell’egittomania che attraversava gli ambienti culturali europei.
I primi reperti giunsero a Milano presso il Gabinetto Numismatico e la Biblioteca di Brera, per poi entrare nelle raccolte civiche. La collezione si è ampliata nel tempo grazie a donazioni, acquisizioni e soprattutto agli scavi condotti negli anni Trenta nel Fayum dal papirologo Achille Vogliano.
Tra i reperti più importanti della raccolta figura la statua del faraone Amenemhat III, scoperta nel complesso templare di Medinet Madi durante gli scavi del 1935.
Negli ultimi anni la collezione si è ulteriormente arricchita con nuclei provenienti dalle collezioni Bresciani e Ruffini, tra cui una statuetta in bronzo raffigurante il dio Osiride databile al VII secolo a.C.
Sei sezioni per raccontare la civiltà egizia
Il nuovo percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni tematiche, identificate da colori e simboli specifici.
La sezione “Vivere nell’Antico Egitto” presenta la struttura della società egizia, il ruolo del faraone, degli scribi e i principi dell’arte figurativa.
“Vivere in eterno” è dedicata alle credenze funerarie e ai rituali dell’aldilà. Qui sono esposti sei sarcofagi di grande valore e il celebre Papiro Busca, insieme al papiro del sacerdote Hornefer, entrambi contenenti formule tratte dal Libro dei Morti.
La sezione “Vivere con gli dèi” illustra le pratiche religiose e votive della civiltà egizia.
Con “Milano in Egitto” viene raccontata la storia delle missioni archeologiche milanesi e degli scavi condotti da Achille Vogliano nel Fayum.
La sezione “L’Egitto greco-romano” mostra i cambiamenti culturali avvenuti durante la presenza greca e l’annessione all’Impero romano.
Infine “L’Egitto copto” presenta oggetti del periodo cristiano egizio tra IV e VII secolo.
Nuovi reperti esposti al pubblico
Dei 330 reperti esposti, circa 80 sono presentati per la prima volta.
Tra le principali novità figura il Papiro Busca, lungo quasi sette metri, restaurato recentemente e ora esposto in una teca speciale dotata di illuminazione a pulsante per garantire la conservazione del documento.
Un’altra importante novità è la ricostruzione della cappella della dea Renenutet, che permette di comprendere meglio il contesto archeologico degli scavi condotti nel Fayum.
La riapertura della Galleria Antico Egitto è stata resa possibile anche grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, che ha contribuito al progetto di valorizzazione del patrimonio museale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to