Milano, rapina con coltello e catena: due fermi dopo l’aggressione in via Padova
27/01/2026
La vicenda si consuma in una delle zone più trafficate e delicate della città, via Padova, all’angolo con via Conegliano, nella serata di domenica 18 gennaio. La chiamata al 112 parla di una lite tra più persone, ma sul posto – secondo la ricostruzione della Polizia di Stato – emerge un episodio più grave: una rapina con l’uso di una catena e di un coltello, aggravata dall’impiego di un cane di grossa taglia, indicato come un pastore belga, sguinzagliato contro le vittime.
I destinatari dell’aggressione sarebbero un cittadino marocchino di 23 anni e un cittadino egiziano di 19 anni. In particolare, al 19enne viene sottratto il telefono cellulare. Il quadro, però, non si chiude con il furto: il giorno successivo, lunedì 19 gennaio, uno degli indagati – un egiziano di 30 anni – avrebbe avanzato una richiesta di 200 euro per restituire il dispositivo, configurando un passaggio che gli investigatori inquadrano come tentata estorsione.
Il ruolo delle telecamere e l’identificazione dei sospetti
L’attività investigativa si sviluppa rapidamente. Gli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato Villa San Giovanni ricostruiscono i movimenti e i momenti chiave attraverso la visione delle telecamere di videosorveglianza della zona, elemento spesso decisivo nei contesti urbani dove i fatti accadono in pochi minuti e in mezzo a passanti, veicoli, incroci. È proprio questo lavoro di riscontro visivo a portare all’individuazione di due uomini ritenuti coinvolti.
I sospettati sono due cittadini egiziani, 29 e 30 anni, regolari sul territorio e con precedenti. La Polizia di Stato riferisce di aver proceduto al fermo di indiziato di delitto nei loro confronti per una serie di ipotesi di reato: rapina pluriaggravata, lesioni pluriaggravate, percosse, minacce e tentata estorsione.
Il fermo in zona Loreto e il trasferimento a San Vittore
Il fermo scatta “ieri sera”, intorno alle 21.30, nei pressi di piazzale Loreto, punto nevralgico dove i controlli di polizia sono frequenti proprio per la quantità di flussi pedonali e di collegamenti. Dopo gli accertamenti di rito, i due vengono condotti al carcere di San Vittore, in attesa delle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.
L’episodio riporta al centro un tema che a Milano resta sensibile: quando, in una rapina, compaiono armi e strumenti di offesa e si aggiunge l’uso di un animale per intimidire o colpire, il salto di qualità è evidente. Non è soltanto una sottrazione di beni, ma un’azione che punta a dominare la scena con violenza, lasciando alle vittime ferite fisiche e un trauma che dura ben oltre quei minuti in strada.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to