Milano per l’Abitare: la strategia comunale per rendere la casa accessibile torna al centro del dibattito
24/01/2026
A Palazzo Reale il Comune di Milano ha portato sul tavolo, con l’evento “Milano per l’Abitare”, una linea di intervento che prova a tenere insieme urgenza sociale e fattibilità amministrativa: aumentare l’offerta di alloggi a canone calmierato, rimettere in moto le procedure dopo bandi andati a vuoto, costruire un perimetro di regole che consenta agli operatori di partecipare senza trasformare ogni gara in un salto nel buio. La presentazione è stata affidata all’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa Emmanuel Conte; ad aprire i lavori, il sindaco Giuseppe Sala, la presidente della commissione speciale europea sulla crisi abitativa Irene Tinagli e l’assessore regionale alla Casa Paolo Franco.
Obiettivi e numeri: 10mila alloggi, canoni e fascia di reddito
Il punto di arrivo dichiarato resta ambizioso: 10mila nuovi alloggi di edilizia residenziale calmierata, con un’impostazione che guarda alla fascia di lavoratori e famiglie che oggi non rientra né nell’edilizia pubblica tradizionale né nel libero mercato. Sala, intervenendo all’iniziativa, ha legato esplicitamente la questione abitativa a un tema di equità, sottolineando l’impatto diretto del caro-affitti su chi studia, lavora e prova a restare in città.
Sulla parte operativa, Conte ha chiarito l’intenzione di rendere i canoni più “agganciati” alla sostenibilità reale: l’obiettivo indicato è che l’affitto non superi un terzo dello stipendio, superando lo schema rigido degli 80 euro al metro quadro l’anno previsto in precedenza, per adottare un criterio più elastico basato sul reddito. La platea di riferimento, secondo quanto riportato, è quella di chi guadagna tra 1.500 e 2.500 euro mensili, cioè una zona grigia che negli ultimi mesi ha visto assottigliarsi drasticamente le alternative.
Aree, bandi e finanza: la “fase 2” e il nodo dei tempi
La strategia si misura però sui cantieri, e qui entrano in gioco aree e calendario. La “fase 2” del Piano casa, descritta dalla stampa, prevede cinque nuove aree: tre (via Bovisasca, via San Romanello e via Sant’Elia) con bandi attesi a febbraio, e due più complesse (via Zama–via Salomone e Porto di Mare) che dovrebbero passare attraverso un concorso di idee, con l’assegnazione prevista tra fine anno e inizio 2027. L’area complessiva indicata è di circa 200mila metri quadrati, per un potenziale di circa 3.500 appartamenti a prezzi calmierati.
Dentro “Milano per l’Abitare” si è ragionato anche su un pezzo spesso decisivo e poco raccontato: strumenti finanziari e modelli europei. Il programma del pomeriggio, come riportato, ha coinvolto figure legate a Commissione europea, BEI, Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa e Cassa Depositi e Prestiti, segnale che il Comune cerca interlocutori capaci di sostenere investimenti e tempi lunghi, non soltanto annunci.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to