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Milano-Cortina 2026: un impatto economico che supera l’evento sportivo

06/02/2026

Milano-Cortina 2026: un impatto economico che supera l’evento sportivo

Le Olimpiadi invernali Milano‑Cortina 2026 non si esauriscono nelle due settimane di competizioni. Secondo un’analisi del Centro studi di Unimpresa, l’evento genererà un impatto economico complessivo stimato in 6,1 miliardi di euro, distribuito lungo un arco temporale ampio e con ricadute che coinvolgono turismo, infrastrutture e competitività territoriale. La stima integra la spesa direttamente legata ai Giochi con il turismo indotto, la valorizzazione delle opere permanenti e gli effetti moltiplicativi sull’economia.

La composizione dell’impatto evidenzia una pluralità di fattori: 1,1 miliardi di spesa turistica diretta durante l’evento, 1,4 miliardi di turismo indotto nei 24 mesi successivi, 3,2 miliardi attribuibili alla legacy infrastrutturale valorizzata e 400 milioni di effetti indotti netti. Una struttura che restituisce il profilo di un investimento pubblico-privato con effetti progressivi e non concentrati nel solo periodo olimpico.

Tempi dell’impatto: cantieri, Giochi e legacy

La fase preparatoria, compresa tra il 2020 e il 2025, concentra 2,1 miliardi di euro, pari al 34% del totale. È il periodo in cui si addensano i cantieri, i servizi di progettazione e l’organizzazione operativa, con un impatto significativo sulle filiere locali e sui servizi avanzati. Il solo mese di febbraio 2026, durante lo svolgimento dei Giochi, genera 1,3 miliardi di euro, il 21% dell’impatto complessivo, trainato dalla spesa turistica diretta e dalla piena operatività dell’evento.

Nei dodici mesi successivi, tra il 2026 e il 2027, l’impatto stimato raggiunge 1,1 miliardi di euro (18%), riconducibili al turismo indotto e agli effetti moltiplicatori della spesa olimpica. La legacy di medio termine, tra il 2028 e il 2030, contribuisce per 900 milioni (15%), mentre quella di lungo periodo, tra il 2031 e il 2050, vale ulteriori 700 milioni (12%), legati al valore residuo delle infrastrutture e ai benefici permanenti in termini di mobilità, attrattività e posizionamento competitivo.

Geografia delle ricadute: regioni a confronto

La distribuzione territoriale dell’impatto mostra differenze rilevanti. La Lombardia concentra la quota più elevata in valore assoluto, con 3,2 miliardi di euro, pari al 52% del totale. Rapportato a un PIL regionale di circa 447 miliardi, l’effetto equivale allo 0,72% del prodotto. Il Veneto intercetta 2,1 miliardi di euro (34%), con un’incidenza più marcata sull’economia regionale: circa 1,17% del PIL, a fronte di un PIL di 180 miliardi. Il Trentino‑Alto Adige, con 800 milioni di euro (14%), registra l’impatto relativo più significativo, pari all’1,6% del PIL regionale stimato in 50 miliardi.

Nel complesso, l’impatto aggregato sulle tre regioni coinvolte, che presentano un PIL combinato di circa 677 miliardi di euro, raggiunge lo 0,9% del prodotto complessivo. Un dato che chiarisce la portata macroeconomica dell’evento e, soprattutto, la sua capacità di attivare benefici duraturi oltre il perimetro sportivo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to