Milano Cortina 2026, il recupero del cibo trasforma i Giochi in un progetto di solidarietà
11/03/2026
I grandi eventi sportivi internazionali rappresentano spesso una complessa macchina organizzativa capace di mobilitare risorse, persone e servizi su larga scala. Tra le sfide più delicate vi è quella della gestione delle eccedenze alimentari prodotte durante manifestazioni di questa portata. In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la Fondazione organizzatrice ha scelto di affrontare questo tema attraverso un progetto strutturato di recupero e redistribuzione del cibo non consumato.
L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Fondazione Banco Alimentare ETS e Trentino Solidale ODV, ha permesso di destinare migliaia di porzioni di alimenti ancora perfettamente commestibili a persone e famiglie in difficoltà nei territori coinvolti dalle competizioni olimpiche. Il progetto ha riguardato sia le venue di gara, sia i centri di preparazione e distribuzione di cibo e bevande che hanno operato durante l’evento.
L’obiettivo è stato quello di evitare che il cibo non utilizzato diventasse rifiuto, trasformandolo invece in una risorsa concreta per la comunità.
Oltre 19.000 porzioni recuperate in Lombardia
I dati raccolti al termine delle Olimpiadi evidenziano l’impatto significativo dell’iniziativa. Nelle sedi lombarde dei Giochi, il Banco Alimentare ha recuperato oltre 19.000 porzioni di cibo cotto, a cui si aggiungono più di due tonnellate di pane, circa 500 chilogrammi di frutta e tre tonnellate di materie prime alimentari.
Anche il Veneto ha contribuito in maniera rilevante al progetto. In questa regione sono state raccolte oltre 3.400 porzioni di cibo cotto, insieme a pane, frutta, verdura e più di una tonnellata di materie prime.
Il recupero è stato possibile grazie a una rete logistica composta da volontari, operatori del settore alimentare e organizzazioni del terzo settore che hanno lavorato per garantire il trasporto rapido e la corretta conservazione degli alimenti.
Le eccedenze sono state quindi distribuite attraverso le strutture solidali presenti sul territorio, raggiungendo numerose realtà impegnate nel sostegno alle persone in condizioni di fragilità.
La sostenibilità come parte dell’eredità dei Giochi
Il progetto di recupero alimentare non rappresenta un’iniziativa isolata, ma si inserisce nella più ampia Strategia di Sostenibilità, Impatto e Legacy della Fondazione Milano Cortina 2026. Fin dalle prime fasi di pianificazione dell’evento, gli organizzatori hanno individuato nella riduzione degli sprechi uno dei pilastri dell’approccio gestionale dei Giochi.
Questa scelta riflette anche gli obiettivi indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare il Target 12.3, che invita i Paesi a dimezzare lo spreco alimentare globale entro il 2030.
La gestione responsabile delle eccedenze alimentari dimostra come manifestazioni sportive di portata mondiale possano contribuire alla diffusione di pratiche più sostenibili, creando un modello replicabile anche in altri contesti.
Le attività continuano durante i Giochi Paralimpici
Il recupero degli alimenti non si è fermato con la conclusione delle Olimpiadi. Le attività proseguono anche durante i Giochi Paralimpici Invernali, in programma fino al 15 marzo, confermando la volontà di rendere la sostenibilità un elemento concreto dell’organizzazione dell’evento.
Attraverso queste azioni, Milano Cortina 2026 costruisce un’eredità che va oltre la dimensione sportiva. Accanto alle infrastrutture e ai risultati agonistici, prende forma una legacy fatta di responsabilità sociale, attenzione ambientale e collaborazione tra istituzioni e volontariato.
Un messaggio che dimostra come anche un grande evento internazionale possa diventare un’occasione per generare valore condiviso e rafforzare la solidarietà nelle comunità che lo ospitano.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.