Caricamento...

News Milano Logo News Milano

Milano celebra Gianfranco Frattini: al Castello Sforzesco prende il via il centenario

01/04/2026

Milano celebra Gianfranco Frattini: al Castello Sforzesco prende il via il centenario

Milano apre le celebrazioni per il centenario di Gianfranco Frattini, architetto e designer tra i nomi più autorevoli del secondo Novecento italiano, con un’installazione ospitata al Castello Sforzesco. Il progetto espositivo, intitolato “Gianfranco Frattini 1926 2026”, è visitabile dal 31 marzo al 28 giugno 2026 all’interno del Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, uno degli spazi più significativi dei Musei Civici per raccontare il rapporto tra tradizione artigianale, progetto e cultura del mobile.

L’iniziativa apre ufficialmente il programma del centenario promosso dallo Studio/Archivio Gianfranco Frattini, curato dai figli Emanuela e Marco Frattini. La scelta del Castello Sforzesco non ha un valore soltanto simbolico. Il museo rappresenta infatti un contesto particolarmente adatto a restituire la qualità del lavoro di Frattini, la sua attenzione per i materiali, la misura delle forme e una visione del design capace di attraversare le epoche mantenendo intatta la propria coerenza.

Un omaggio al rigore del design italiano

L’installazione riunisce alcune edizioni speciali di arredi e oggetti progettati da Frattini e realizzati in occasione del centenario da aziende che hanno condiviso con lui un tratto importante del percorso professionale. Tra i pezzi esposti figurano la lampada Megaron di Artemide, i tavolini 780 di Cassina, la poltrona Meda e la sedia Ambrogio di CB2, la libreria Albero di Poltrona Frau, la poltrona Lina di Tacchini, la lampada Aspide di Gubi e l’arazzo Luoghi Preferiti di Torri Lana.

Non si tratta di una semplice rassegna celebrativa. Il progetto restituisce con precisione il profilo di un autore che ha segnato il design italiano attraverso un linguaggio essenziale, mai gridato, costruito sull’equilibrio tra funzione, eleganza e ricerca. Frattini ha sempre lavorato sul dettaglio, sulla qualità esecutiva e sulla capacità dell’oggetto di abitare lo spazio con naturalezza, senza cedere all’effetto o all’enfasi formale.

L’allestimento dialoga con il vocabolario di Frattini

La mostra, curata da Emanuela Frattini Magnusson e Pietro Todeschini, con la co-curatela di Fiorella Mattio, costruisce un ambiente compatto e leggibile, nel quale ogni oggetto viene isolato dal contesto per guadagnare piena evidenza. Le nicchie del museo sono state trasformate attraverso superfici smaltate che creano un fondale continuo, capace di rafforzare la presenza delle opere senza appesantire la lettura dell’insieme.

Un ruolo decisivo è affidato al rosso mattone, colore ispirato al lessico cromatico di Frattini e scelto come elemento di raccordo visivo dell’intero percorso. La soluzione allestitiva produce un risultato netto, misurato, coerente con il carattere del designer: pochi segni, ben calibrati, sufficienti a definire un’atmosfera riconoscibile e a riportare l’attenzione sulla forza progettuale degli arredi e degli oggetti esposti.

Dal museo alla città, un programma che accompagnerà il 2026

Il racconto del centenario non si esaurisce negli spazi del Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee. Il percorso prosegue infatti anche nella Sala Castellana, dove, accanto al vaso “Marco” del 1970 già presente nel percorso permanente, trovano posto due bottiglie in vetro disegnate da Frattini per Progetti e oggi rieditate da CB2. Un’estensione che rafforza il dialogo tra collezione storica e attualità del progetto, mettendo in luce la permanenza del suo linguaggio nel presente.

Le celebrazioni continueranno durante la Milano Design Week di aprile con un programma diffuso negli showroom delle aziende partner e proseguiranno fino a dicembre. L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha definito Frattini una figura capace di esprimere una visione del progetto rigorosa e ancora pienamente contemporanea, sottolineando come il Castello Sforzesco si confermi un luogo privilegiato per raccontare il design come parte integrante della storia culturale milanese.

In questa prospettiva, la mostra assume un valore che va oltre il tributo: riporta al centro l’idea del progetto come esercizio di qualità, ricerca e innovazione, restituendo al pubblico una lezione di stile che conserva ancora oggi una rara lucidità.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to