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Miart 2026, Milano celebra i 30 anni della fiera con una nuova sede e 160 gallerie da 24 Paesi

03/04/2026

Miart 2026, Milano celebra i 30 anni della fiera con una nuova sede e 160 gallerie da 24 Paesi

Milano si prepara ad accogliere la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea in programma dal 17 al 19 aprile 2026 nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo. Il passaggio in questo spazio affacciato sul quartiere di CityLife accompagna una svolta che non riguarda soltanto l’assetto logistico della manifestazione, ma investe anche il suo profilo culturale, il ritmo del percorso espositivo e la capacità di tenere insieme storia, mercato e sperimentazione.

Diretta da Nicola Ricciardi, miart 2026 sceglie come titolo “New Directions”, richiamando l’omonima raccolta di incisioni realizzata da John Coltrane nel 1963 e stabilendo un legame esplicito con il linguaggio del jazz. Il riferimento non ha un valore ornamentale: diventa una chiave curatoriale che attraversa l’intera fiera e suggerisce un’idea di continuità fertile, nella quale la tradizione non viene archiviata ma rimessa in circolo attraverso variazioni, aperture e nuove possibilità di lettura.

Tre sezioni per raccontare oltre un secolo di arte

Saranno 160 le gallerie presenti, provenienti da 24 Paesi, distribuite in tre sezioni che compongono un racconto ampio e articolato. Emergent, curata da Attilia Fattori Franchini, apre il percorso al piano d’ingresso con 29 gallerie e 26 progetti espositivi orientati alla ricerca più attuale. Pittura, ceramica, opere tessili, fotografia, video e scultura si confrontano con temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, offrendo uno spaccato delle direzioni più vive della scena contemporanea internazionale.

La sezione Established, cuore storico della fiera, riunisce al Level 0 della South Wing 111 gallerie capaci di attraversare in modo organico il Novecento e il presente, mettendo in relazione maestri dell’arte moderna, protagonisti della contemporaneità e progettualità vicine al design da collezione. Al piano superiore trova invece spazio la nuova Established Anthology, che coinvolge 20 gallerie internazionali in una riflessione sul tempo, sulle sue metamorfosi e sui suoi ritorni, attraverso opere che indagano memoria, ciclicità e futuri possibili.

Movements e il dialogo tra arte, video e musica

Tra le novità più rilevanti di questa edizione figura Movements, progetto speciale dedicato all’immagine in movimento nato dalla collaborazione con lo St. Moritz Art Film Festival e curato da Stefano Rabolli Pansera. Per la prima volta, miart apre un capitolo specifico sul film d’artista e sul video come linguaggio autonomo, presentando 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie.

Il tema scelto, “If Music”, sviluppa ulteriormente il legame con la matrice jazzistica della manifestazione e indaga il rapporto tra suono e visione come campo di tensione poetica, percettiva e politica. La rassegna è organizzata in cinque movimenti – Materia e paesaggio, Voce e traduzione, Spazio ritmico, Coreografia e Ritmo del lavoro – e costruisce un itinerario nel quale il film smette di essere soltanto racconto per diventare vibrazione, struttura temporale, esperienza fisica e spazio di risonanza.

Premi, partnership e dimensione internazionale

La trentesima edizione rafforza anche la rete di partner e sostenitori che accompagna la fiera. Si rinnova il ruolo del Gruppo Intesa Sanpaolo come main partner, con il progetto Standard/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che mette in relazione pittura e jazz degli anni Sessanta attraverso le ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano. Resta centrale anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, del valore di 100.000 euro, destinato ad ampliare la collezione della Fondazione.

Accanto al fondo si conferma una costellazione di premi che continua a rappresentare un elemento qualificante della manifestazione: dal Premio Herno al Premio LCA Studio Legale per Emergent, passando per il Premio Orbital Cultura – Nexi Group, il Premio Matteo Visconti di Modrone, il Premio Rotary Club Milano Brera e il Premio Massimo Giorgetti. Debutta inoltre l’Archivorum Publication Award per miart, riconoscimento da 20.000 euro pensato per sostenere un progetto editoriale originale sviluppato tra artista ed editore indipendente.

La fiera dentro la città e il dialogo con la Milano Art Week

Miart 2026 si inserisce in una settimana nella quale Milano si trasforma in un grande dispositivo diffuso dedicato all’arte contemporanea. Dal 13 al 19 aprile torna infatti anche la Milano Art Week, promossa dal Comune con oltre 400 appuntamenti organizzati da 230 realtà cittadine. In questo quadro, la fiera non resta isolata nel recinto espositivo ma dialoga con istituzioni, fondazioni, musei e spazi indipendenti attraverso un programma che intreccia mostre, performance e progetti speciali.

Tra le proposte più attese figurano il progetto “Ryman/Schifano: Standard/Variations” alle Gallerie d’Italia, la mostra “Il ritmo dell’occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953–1968” in Triennale, la monografica europea dedicata a Marco Fusinato al PAC, le esposizioni di Rirkrit Tiravanija e Benni Bosetto a Pirelli HangarBicocca e la programmazione del Cinema Godard di Fondazione Prada. Il risultato è quello di una manifestazione che sceglie di leggere l’arte come esperienza connessa, urbana e plurale, capace di estendersi ben oltre i padiglioni fieristici.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to