Livigno investe nella sanità d’altitudine: nuove tecnologie diagnostiche e strutture dedicate alle Olimpiadi 2026
di Redazione
22/11/2025
Una TAC di ultima generazione, una Risonanza Magnetica pronta all’utilizzo e una frigoemoteca automatizzata entrano in funzione alla Casa della Sanità di Livigno, completando un progetto che rafforza in maniera strutturale la medicina territoriale dell’Alta Valtellina. L’intervento risponde alle esigenze dei Giochi Olimpici e Paralimpici 2026, ma soprattutto consegna alla comunità una dotazione che rimarrà operativa ben oltre la manifestazione sportiva.
Diagnostica d’avanguardia per una struttura strategica
Le operazioni di installazione, concluse nelle scorse settimane, consentono alla struttura di compiere un salto qualitativo importante. L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha definito questo passaggio “decisivo per la piena operatività della Casa della Sanità”, evidenziando la capacità delle nuove macchine di sostenere attività diagnostiche rapide e accurate.
Il presidio sanitario, già dotato di Punto di Primo Intervento attivo h24 e ambulatori aperti cinque giorni alla settimana, garantisce ora servizi diagnostici completi con gestione specialistica dell’ASST Niguarda, il cui personale seguirà orto-traumatologia, cardiologia e attività di imaging.
Area Emergenza Olimpica e gestione avanzata del sangue
Nel frattempo prosegue la realizzazione dell’Area Emergenza Olimpica, un modulo temporaneo di 300 metri quadrati collocato al piano terra, pensato per essere operativo all’inizio del 2026. La struttura verrà rimossa dopo i Giochi, mentre i potenziamenti degli ambulatori superiori diventeranno permanenti.
La frigoemoteca automatizzata, collegata da remoto al Centro Trasfusionale di Niguarda, introduce un sistema di conservazione degli emocomponenti che assicura controllo costante, massima tracciabilità e disponibilità immediata del sangue, un aspetto determinante nei contesti di emergenza della montagna.
Il direttore generale del Welfare regionale, Mario Melazzini, parla di “modello innovativo di sanità di montagna”, mentre il sindaco Remo Galli ringrazia Regione Lombardia per un intervento che “rafforza la sanità pubblica e lascia un’eredità concreta alla comunità”.
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