La Dama dei Fiori a Palazzo Lombardia, simbolo della candidatura Unesco della Festa di Santa Croce
25/03/2026
Nel foyer dell’ingresso N1 di Palazzo Lombardia ha trovato spazio una presenza scenica capace di raccontare, da sola, un’intera tradizione di fede, lavoro artigianale e identità collettiva. Si chiama Dama dei Fiori ed è una figura femminile a grandezza naturale, interamente vestita con 750 fiori di carta crespa realizzati a mano, inaugurata alla presenza degli assessori regionali Simona Tironi, titolare delle deleghe a Istruzione, Formazione e Lavoro, e Francesca Caruso, assessore alla Cultura.
L’opera colpisce per l’eleganza e per la forza simbolica che racchiude. La Dama, con la ricchezza dei colori e la raffinatezza della composizione, rappresenta una bellezza che si lega alla dimensione sacra e comunitaria della Festa di Santa Croce, storica celebrazione che anima ogni cinque anni i borghi di Carzano e Novale, su Monte Isola, nel lago d’Iseo. In questa figura prende forma un’immagine di protezione, rinascita e partecipazione condivisa, capace di trasformare la carta in un segno visibile di devozione e memoria collettiva.
Un’opera che racconta una tradizione radicata nel territorio
La Dama dei Fiori resterà esposta fino al 30 settembre e porta dentro Palazzo Lombardia una delle espressioni più riconoscibili della festa che, nell’ultima edizione del 2025, ha nuovamente mostrato tutta la sua capacità di coinvolgere la comunità locale. In quell’occasione l’opera è stata ammirata insieme a centinaia di migliaia di fiori realizzati a mano dai residenti, in un contesto nel quale l’ornamento floreale non è semplice decorazione, ma linguaggio collettivo, manifestazione di appartenenza e gesto tramandato nel tempo.
La creazione è firmata da Cinzia Pasquali e Gabriele Scarpellini, entrambi cittadini di Ospitaletto, che hanno dato forma a un lavoro di notevole impatto visivo e di forte valore evocativo. La scelta di esporre quest’opera nella sede della Regione conferisce alla tradizione di Monte Isola una nuova visibilità istituzionale e culturale, trasformando un elemento nato nel cuore di una festa popolare in un simbolo capace di parlare a un pubblico molto più ampio.
La Festa di Santa Croce, che affonda le sue radici nel 1836, si distingue proprio per questa straordinaria capacità di unire artigianalità, spiritualità e partecipazione diffusa. Ogni fiore, ogni composizione, ogni allestimento racconta il lavoro paziente di donne e uomini che contribuiscono a mantenere viva una tradizione non musealizzata, ma ancora profondamente vissuta.
La candidatura Unesco e il valore culturale della Festa di Santa Croce
Durante la presentazione della Dama dei Fiori è stata anticipata anche la scelta di avviare il percorso per la candidatura della Festa di Santa Croce a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco. È un passaggio di particolare rilievo, perché riconosce alla celebrazione non soltanto un valore locale o regionale, ma una portata culturale più ampia, fondata sulla continuità storica della tradizione, sulla partecipazione della comunità e sull’alto livello di manualità che la caratterizza.
Il percorso di candidatura è sostenuto dagli assessori Caruso e Tironi, oltre che dal consigliere comunale di Ospitaletto Marisa Archetti, e si inserisce dentro una visione che considera il patrimonio immateriale come una componente essenziale dell’identità dei territori. In questo senso, la Dama dei Fiori non è soltanto un’opera di grande suggestione, ma anche un segno concreto di un’eredità culturale che si trasmette attraverso il fare, il celebrare e il condividere.
Simona Tironi ha ricordato di aver visitato la Festa di Santa Croce lo scorso settembre e di esserne rimasta profondamente colpita, in particolare per la qualità delle composizioni e per il lavoro corale che le rende possibili. Da quella esperienza è nata l’idea di portare una di queste opere nella sede della Regione, così da offrire a chiunque la possibilità di avvicinarsi a questa storia e di comprenderne il significato.
Un invito a guardare oltre i luoghi più noti della Lombardia
Anche l’assessore Francesca Caruso ha sottolineato il valore dell’iniziativa, leggendo nella Dama dei Fiori un esempio concreto della politica culturale regionale orientata a far conoscere luoghi e tradizioni meno scontati, ma di straordinario interesse. L’obiettivo dichiarato è incoraggiare cittadini, turisti e visitatori a scoprire angoli della Lombardia che restano talvolta fuori dai percorsi più abituali, pur custodendo patrimoni di grande intensità estetica e civile.
La presenza della Dama a Palazzo Lombardia assume dunque un significato che va oltre l’esposizione temporanea. È un invito a uscire dalle rotte consuete e a riconoscere nella cultura diffusa dei territori una risorsa autentica, fatta di mani, memoria e comunità. In questa figura ricoperta di fiori si concentra una narrazione ampia: quella di una festa che continua a parlare al presente, di un territorio che chiede di essere conosciuto più a fondo e di una tradizione che ambisce ora a un riconoscimento internazionale senza perdere il proprio legame originario con la vita dei borghi che la custodiscono.