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Intelligenza artificiale e competenze: verso un nuovo paradigma per il lavoro creativo

11/02/2026

Intelligenza artificiale e competenze: verso un nuovo paradigma per il lavoro creativo

L’intelligenza artificiale non è più una promessa lontana né un tema confinato ai laboratori di ricerca. È un’infrastruttura che sta riscrivendo il funzionamento delle organizzazioni, i processi produttivi, le modalità di apprendimento e persino le categorie con cui interpretiamo il lavoro. La domanda non è se adattarsi, ma come farlo senza perdere autonomia, qualità e senso critico.

Di questo si discuterà il 14 febbraio alle ore 10 al Ridotto delle Gallerie del Teatro alla Scala, in occasione del seminario a ingresso gratuito “Artificial Intelligence and the skills system: towards a new paradigm”, promosso dall’Accademia nell’ambito di un ciclo internazionale dedicato alle competenze intersettoriali nelle industrie culturali e creative.

A guidare la riflessione sarà Paolo Benanti, teologo e membro del Comitato delle Nazioni Unite sull’intelligenza artificiale, docente con un percorso accademico che intreccia etica, tecnologia e governance globale. Una figura capace di affrontare l’IA non soltanto come strumento tecnico, ma come fenomeno culturale e politico.

Le competenze che servono oggi (e domani)

Le rivoluzioni digitali degli ultimi tre decenni hanno trasformato l’ecosistema professionale in modo irreversibile. Oggi l’integrazione di realtà virtuale, modellazione 3D e sistemi di intelligenza artificiale nei linguaggi artistici e creativi non rappresenta un’eccezione, ma una pratica diffusa. Le industrie culturali e creative, in particolare, si trovano al crocevia tra sperimentazione estetica e innovazione tecnologica.

In questo contesto, l’aggiornamento professionale non può limitarsi all’acquisizione di competenze tecniche specialistiche. Servono capacità di lettura dei dati, comprensione dei modelli algoritmici, conoscenza dei limiti e dei bias dei sistemi automatizzati. Accanto a queste, diventano decisive competenze trasversali: pensiero critico, gestione dell’incertezza, attitudine collaborativa in team multidisciplinari.

La vera sfida è l’integrazione tra saperi. Un professionista della cultura che conosce i principi dell’IA può dialogare con sviluppatori e data scientist; un tecnico che comprende i processi creativi può progettare strumenti più aderenti alle esigenze artistiche. È in questa intersezione che si costruiscono percorsi di crescita resilienti, capaci di attraversare i cambiamenti senza subirli.

Politiche pubbliche e uso responsabile dell’IA

L’altra questione centrale riguarda la responsabilità dei decisori pubblici. Le tecnologie non sono neutre: incorporano visioni del mondo, priorità economiche, modelli di distribuzione del potere. Orientare l’uso dell’intelligenza artificiale significa definire standard, investire in formazione continua, promuovere trasparenza e accountability.

Il seminario si inserisce in un percorso più ampio che analizza metodologie di ricerca, approcci al digitale e strumenti per evitare che l’innovazione produca esclusione o nuove disuguaglianze. L’iniziativa aderisce inoltre al protocollo “No women, no panel”, a garanzia di equilibrio di genere nei momenti pubblici di confronto.

L’incontro è organizzato nell’ambito del progetto IartNET, azione internazionale dedicata alla ricerca artistica e al patrimonio culturale nell’istruzione superiore delle arti e della musica, finanziata da NextGenerationEU e coordinata dall’Accademia di Brera.

Le iscrizioni sono aperte fino all’11 febbraio; l’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Registrazione: https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=E-s4CHdG-UqwIv-kvpWyoICfzv3ku3xIq4olD-Ggk89UNFFEQkhVR1RQR0cxSEZBWVFZR1JVODg0RS4u&route=shorturl

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to