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In Lombardia nasce la Rete Regionale sperimentale di Medicina e Patologia dello Sport

26/02/2026

In Lombardia nasce la Rete Regionale sperimentale di Medicina e Patologia dello Sport

Prende il via in Lombardia la Rete Regionale sperimentale di Medicina e Patologia dello Sport, un modello organizzativo innovativo dedicato agli sportivi agonisti, che entrerà nel vivo nel corso del 2026. L’obiettivo è superare la frammentazione dei percorsi sanitari e garantire agli atleti una presa in carico strutturata, multidisciplinare e continuativa.

La presentazione a Palazzo Lombardia

L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Lombardia dal direttore generale della Direzione Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini, insieme ai direttori generali delle ASST coinvolte:

  • Maria Grazia Colombo (ASST Fatebenefratelli – Sacco),

  • Ida Ramponi (ASST Valtellina e Alto Lario),

  • Guido Grignaffini (ASST di Lodi).

Il sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, ha inviato un video saluto.

Una rete di eccellenze sanitarie

La Rete nasce con il patrocinio di CONI Lombardia, Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Lombardia e Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI-AMS Milano).

Capofila del progetto è l’ASST Fatebenefratelli Sacco, con il Presidio Ospedaliero Luigi Sacco di Milano che coordinerà un network di strutture d’eccellenza, tra cui:

  • il PO di Sondalo (ASST Valtellina e Alto Lario),

  • l’ASST di Lodi.

Il cuore operativo della Rete presso il PO Sacco coinvolge già diverse specialità: Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Cardiologia, Allergologia, Fisiatria e Riabilitazione.

Obiettivi: dalla diagnosi al ritorno in campo

Il progetto punta a trasformare l’infortunio sportivo in un percorso fluido e coordinato:
diagnosi → intervento → riabilitazione → return to play.

Il nuovo modello introduce protocolli regionali standardizzati per eliminare le disomogeneità territoriali e garantire a tutti gli atleti lo stesso elevato standard di cura, indipendentemente dalla disciplina praticata.

A chi è rivolto

La sperimentazione è riservata agli atleti tesserati delle Federazioni Nazionali, delle Discipline Sportive Associate e degli Enti di Promozione Sportiva affiliati al CONI.

L’accesso avverrà tramite:

  • agende dedicate e canali ordinari del Servizio Sanitario,

  • percorsi di secondo livello per approfondimenti specialistici,

  • équipe multidisciplinari per i casi complessi.

Focus sulla medicina paralimpica

Un pilastro fondamentale della Rete è rappresentato dalla medicina paralimpica, con percorsi diagnostici e riabilitativi specifici per atleti con disabilità. In questo ambito sarà valorizzata l’esperienza maturata presso il presidio di Sondalo, centro di riferimento per l’eccellenza riabilitativa.

Una legacy per Milano-Cortina 2026

La Rete si inserisce nella cornice strategica di Milano-Cortina 2026. Non è solo una risposta alle esigenze olimpiche, ma un investimento strutturale sul territorio.

Nel corso del 2026 saranno raccolti dati su tempi di attesa, appropriatezza degli invii ed efficacia clinica. Nel 2027, sulla base dei risultati, verrà valutata la trasformazione della sperimentazione in una struttura permanente del sistema sanitario lombardo.

Un progetto che punta a lasciare un’eredità concreta: un modello sanitario integrato e specialistico, capace di accompagnare gli atleti in ogni fase del percorso di cura.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to