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Il latte lombardo e la forza di una tradizione che guarda lontano

20/10/2025

Il latte lombardo e la forza di una tradizione che guarda lontano

Nelle campagne di Brescia e Cremona, dove le cascine si fondono con l’orizzonte e il profumo del fieno accompagna i ritmi del lavoro, prende forma la filiera lattiero-casearia più solida d’Italia. La Lombardia produce il 46% del latte nazionale, una ricchezza che racconta la storia di un territorio capace di innovare senza perdere le proprie radici.

Dalla stalla al formaggio DOP

Dietro ogni litro di latte ci sono le mani di migliaia di allevatori e una rete che unisce tradizione e tecnologia.
Grana Padano, Gorgonzola, Taleggio: i nomi dei formaggi DOP lombardi sono diventati simboli di una cultura alimentare riconosciuta nel mondo.
Durante il convegno di Mantova, l’assessore Alessandro Beduschi ha ribadito che «il latte lombardo non è solo quantità, ma qualità e identità. Le nostre cooperative sono il cuore pulsante di una filiera che genera valore e coesione sociale».

Le sfide del futuro

Mentre il numero degli allevamenti italiani diminuisce, la Lombardia continua a crescere, innovando processi e formando nuove generazioni di allevatori.
«Dobbiamo presidiare i mercati globali – ha aggiunto Beduschi – ma restare ancorati al territorio. Il latte lombardo deve rimanere lombardo».
Un pensiero condiviso anche da Clal e Ismea, che sottolineano il ruolo decisivo della formazione come ponte tra saper fare e competitività internazionale.

In un mondo che cambia, la forza della Lombardia resta quella di saper coniugare tradizione e futuro, rendendo il latte non solo un prodotto, ma un linguaggio economico e culturale.