Giochi regolamentati: nei pubblici esercizi passa il 42% della rete distributiva italiana
03/03/2026
Il gioco regolamentato in concessione continua a poggiare su una dorsale capillare che attraversa bar, sale e punti di servizio presenti nei centri urbani come nei piccoli comuni. Secondo le elaborazioni contenute nel Report 2025 sui pubblici esercizi, in pubblicazione nel Rapporto Attività 2025 di FIPE-Confcommercio, i pubblici esercizi attivi nella distribuzione del gioco regolamentato sono circa 35.300: una quota che vale il 42% dell’intera rete nazionale, stimata in circa 85.000 punti unici. Il dato non fotografa soltanto una diffusione, ma un cambiamento di struttura: più specializzazione dell’offerta, una rete generalista che si assesta e un canale di servizi legato al gioco a distanza che cresce e si organizza.
Una rete “a tre velocità”: sale, bar e PVR
I 35.300 punti nei pubblici esercizi si distribuiscono lungo tre canali distinti, ciascuno con regole e funzioni specifiche. Da un lato le 4.929 sale specializzate (bingo, sale e negozi scommesse, sale con apparecchi da intrattenimento), soggette a licenza ex art. 88 TULPS e con divieto di accesso ai minori: un segmento che, nell’ultimo biennio, mostra segnali di espansione e una tendenza a integrare servizi ulteriori, spesso anche di somministrazione. Dall’altro la rete più ampia e “di prossimità” dei 30.417 bar ed esercizi con offerta secondaria di gioco, autorizzati ex art. 86 o 88 TULPS: qui si registra una contrazione superiore al 2% rispetto al 2024, indicativa di razionalizzazione e chiusure nella componente non specializzata.
Accanto alla raccolta fisica, si consolida poi un terzo livello, più ibrido: oltre 13.000 Punti Vendita Ricariche (PVR) registrati nella prima fase di iscrizione all’albo (2024) per il gioco a distanza. In molti casi sono esercizi già presenti nelle altre due tipologie; in altri rappresentano punti che non svolgono attività di gioco, ma erogano servizi agli utenti.
Geografie diverse, priorità comuni: legalità e tutela dei consumatori
La distribuzione regionale non segue un’unica logica. L’analisi rapportata alla popolazione maggiorenne (50,2 milioni, dato 2025 ISTAT) mette in evidenza modelli territoriali differenziati: alcune regioni del Mezzogiorno mostrano una maggiore incidenza del canale ricariche per il gioco online; la Campania presenta una concentrazione elevata su più canali; Abruzzo e Piemonte hanno una presenza relativamente alta di sale specializzate, mentre Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia registrano valori più contenuti.
Nel dettaglio, tra le sale specializzate (4.929 nel 2025) spiccano Lombardia (721 punti, 14,6%), Campania (680, 13,8%), Lazio (462, 9,4%) e Piemonte (458, 9,3%). Nella rete generalista dei bar con gioco (30.417), le maggiori concentrazioni sono in Lombardia (5.050), Campania (2.961), Veneto (2.637) e Lazio (2.551). Per i PVR oltre 13.000, il peso del Sud è marcato: Campania 19,7%, poi Lombardia 11,2%, Sicilia 10,9%, Puglia 10,1%, Lazio 9,2%.
In questo scenario, EGP-FIPE sottolinea la centralità dei pubblici esercizi come infrastruttura della distribuzione regolamentata e richiama una linea di azione netta: concentrare la vigilanza sui fenomeni di effettiva illegalità — gioco minorile e punti totalmente abusivi — evitando di scaricare adempimenti sproporzionati sugli operatori in regola. È un equilibrio delicato: la trasformazione della rete, con sale in crescita e bar in contrazione, rende ancora più necessario distinguere tra presidio del mercato legale e pressione burocratica indiscriminata.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.