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Forum Internazionale del Turismo 2026 a Milano: “Undertourism” e nuova agenda dei territori

27/01/2026

Forum Internazionale del Turismo 2026 a Milano: “Undertourism” e nuova agenda dei territori

Milano ha ospitato al Palazzo del Ghiaccio la terza edizione del Forum Internazionale del Turismo, appuntamento promosso dal Ministero del Turismo in collaborazione con ENIT, pensato come luogo di confronto tra istituzioni, imprese e corpi intermedi su come si governa la crescita turistica senza trasformarla in consumo di città e paesaggi. L’edizione 2026 si è mossa attorno a una parola che, fino a poco tempo fa, circolava quasi solo tra addetti ai lavori: “Undertourism: la sfida dell’Italia da scoprire”, ovvero la promozione di mete meno note per una distribuzione più equilibrata dei flussi e opportunità più diffuse lungo la filiera.

A dare il segnale politico dell’iniziativa, l’apertura con interventi istituzionali e la presenza di rappresentanti nazionali e regionali; l’impianto del Forum, però, resta quello di una piattaforma operativa, dove le parole contano fino a un certo punto e poi arrivano i nodi: mobilità, servizi, attrattività dei piccoli centri, capacità di accoglienza, qualità del lavoro e sostenibilità reale (quella misurabile, non quella dichiarata).

Undertourism: il turismo che sposta il baricentro

“Undertourism” non significa inventarsi destinazioni dal nulla, né spingere i visitatori lontano dai grandi poli per ragioni ideologiche. La questione è più concreta: se un territorio vuole restare vivibile, deve saper governare i picchi, costruire alternative credibili e rendere accessibile ciò che già esiste ma resta fuori dalle rotte principali. È un cambio di prospettiva che chiama in causa i Comuni, le reti di impresa, gli operatori culturali e la programmazione regionale, perché senza collegamenti, manutenzione e servizi essenziali la narrazione non regge.

Lombardia “regione turistica”: destagionalizzazione e borghi

Dentro questo quadro si inserisce l’accento posto sulla Lombardia come destinazione che non si riconosce più soltanto nel turismo d’affari: laghi, montagne e città d’arte vengono letti come leve economiche, ma anche come responsabilità amministrativa, perché ogni crescita disordinata ricade su residenti e infrastrutture. Il tema della destagionalizzazione – spostare domanda e iniziative fuori dai periodi più congestionati – diventa allora una scelta di gestione, non uno slogan, e la “scoperta dei borghi” richiede progetti che tengano insieme promozione, mobilità e qualità dell’offerta.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.