Foreste in Lombardia: crescita, criticità e il nodo della filiera del legno
19/03/2026
La Lombardia dispone di un patrimonio forestale esteso e in continua evoluzione, con 618.000 ettari di boschi che coprono il 26% del territorio regionale, pari a circa 616 metri quadrati per abitante. I dati emergono dal Rapporto Stato Foreste 2024, presentato in Consiglio regionale dall’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, e restituiscono un quadro articolato, dove espansione e fragilità convivono.
Un patrimonio ambientale in espansione tra montagna e pianura
La distribuzione delle superfici boscate evidenzia una forte concentrazione nelle aree montane, che ospitano l’81% dei boschi regionali. Qui il sistema forestale svolge una funzione essenziale non solo dal punto di vista ambientale, ma anche nella prevenzione del dissesto idrogeologico. In pianura, invece, il verde appare più frammentato, spesso legato alla pioppicoltura e ai corridoi ecologici lungo i principali corsi d’acqua.
Sul piano ecologico, i numeri delineano un ruolo rilevante nella lotta ai cambiamenti climatici: ogni anno le foreste lombarde assorbono circa 3,4 milioni di tonnellate di CO₂ e immagazzinano complessivamente 128,8 milioni di tonnellate di carbonio. A ciò si aggiunge un incremento costante della massa legnosa, stimato in 2,9 milioni di metri cubi annui, segnale di un sistema in crescita che tuttavia richiede una gestione più strutturata.
Le vulnerabilità: infestazioni e fragilità del sistema
Accanto ai dati positivi, il Rapporto evidenzia criticità significative. Tra queste, la diffusione del bostrico tipografo rappresenta una delle emergenze più rilevanti del 2024, con particolare intensità in Valle Camonica, dove si concentra oltre un terzo delle superfici colpite a livello regionale. Si tratta di un segnale della vulnerabilità degli ecosistemi forestali, esposti a stress climatici e biologici sempre più frequenti.
Il tema centrale, come sottolineato dall’assessore Beduschi, riguarda la necessità di superare una crescita spontanea del bosco per arrivare a una gestione attiva e consapevole. L’aumento delle superfici, infatti, non si traduce automaticamente in qualità o resilienza del patrimonio forestale.
Economia del legno: una filiera forte ma incompleta
Il comparto forestale non si esaurisce nella dimensione ambientale, ma rappresenta anche una leva economica rilevante. A livello nazionale, la filiera del legno vale circa 39 miliardi di euro, pari all’1% del PIL e al 4,5% del manifatturiero, coinvolgendo 85.000 imprese e oltre 550.000 addetti. In Lombardia emergono eccellenze come il distretto del mobile brianzolo e il settore del design.
Nonostante ciò, permane una forte dipendenza dall’estero: oltre i due terzi del fabbisogno di legno vengono importati, con punte che arrivano all’80%. Anche a livello regionale si evidenziano difficoltà strutturali nel collegare la produzione forestale alla trasformazione industriale. Pesano la frammentazione della proprietà privata, le condizioni orografiche, i costi elevati e una rete infrastrutturale ancora insufficiente.
Attualmente, la gestione forestale riguarda solo il 26% della superficie, un dato che riflette la necessità di rafforzare strumenti organizzativi e modelli di filiera più efficienti. In questo contesto, operano circa 320 imprese boschive con oltre 1.900 addetti, affiancate da 28 consorzi forestali che gestiscono più di 102.000 ettari, svolgendo un ruolo fondamentale soprattutto nelle aree più fragili.
Investimenti e strategie per una gestione sostenibile
Sul fronte delle politiche pubbliche, la Regione Lombardia ha attivato un pacchetto di investimenti significativo. Nel 2025 sono stati stanziati 29 milioni di euro per la prevenzione e il ripristino dei danni forestali, 14 milioni per la viabilità agro-silvo-pastorale e 8 milioni per la meccanizzazione e il rafforzamento delle imprese. A questi si aggiungono 3 milioni destinati alla pianificazione forestale e 1 milione per i consorzi.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla pioppicoltura, con quattro bandi tra il 2024 e il 2025 che hanno sostenuto 192 progetti per oltre 5,1 milioni di euro di investimenti. Si tratta di interventi che mirano a migliorare la qualità della gestione e a favorire una maggiore integrazione tra le diverse fasi della filiera.
L’indirizzo strategico è orientato a trasformare l’abbandono in gestione attiva, valorizzando il legno locale e rafforzando le filiere territoriali. Una sfida che riguarda contemporaneamente ambiente, economia e autonomia produttiva, con l’obiettivo di rendere il patrimonio forestale un elemento sempre più centrale nello sviluppo sostenibile della regione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to