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Falò di tradizione e rievocazioni: la Lombardia introduce una deroga stabile ai divieti di combustione

14/01/2026

Falò di tradizione e rievocazioni: la Lombardia introduce una deroga stabile ai divieti di combustione

Per molte comunità lombarde il falò non è un dettaglio folcloristico, ma un gesto collettivo che segna ricorrenze, richiama appartenenze, tiene insieme memoria e presenza sul territorio. Proprio per evitare che questi appuntamenti restino sospesi tra interpretazioni discordanti e autorizzazioni “caso per caso”, la Giunta di Regione Lombardia ha approvato una delibera, proposta dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, che definisce le disposizioni sullo svolgimento dei falò legati alla tradizione locale e sulle rievocazioni storiche, dichiarando l’obiettivo di conciliare identità culturale e standard del PRIA, il Piano Regionale per gli Interventi sulla Qualità dell’Aria.

Il punto operativo è netto: a partire da quest’anno (dato il contesto temporale della nota, gennaio 2026), i fuochi rituali e i falò organizzati per ricorrenze riconosciute dai Comuni vengono esclusi dai divieti di combustione all’aperto. È una scelta che non elimina il tema ambientale, ma stabilisce un perimetro preciso per un’eccezione, legandola a una legittimazione formale e verificabile.

La chiave è il riconoscimento del Comune: tradizione sì, improvvisazione no

La deroga non vale per qualunque accensione. Il criterio indicato dalla delibera è il riconoscimento comunale della ricorrenza: un passaggio che attribuisce ai Municipi un ruolo determinante, perché sono loro a dover distinguere ciò che ha una continuità storica e una dimensione collettiva da ciò che rischia di ridursi a iniziativa estemporanea.

In concreto, il riconoscimento comunale non è un timbro neutro. Presuppone scelte amministrative che hanno effetti pratici: individuare luoghi compatibili, misure di sicurezza, responsabilità degli organizzatori, eventuali prescrizioni legate alla gestione dell’evento. Il risultato atteso è un quadro più uniforme, soprattutto per quei territori dove la tradizione del falò si intreccia con calendari civili e religiosi, e dove la mancanza di regole chiare ha spesso generato incertezze.

PRIA e qualità dell’aria: l’equilibrio promesso passa dalle condizioni

La delibera viene presentata come un’armonizzazione con gli standard del PRIA. Significa che la Regione non sta archiviando le politiche sulla qualità dell’aria, sta piuttosto tentando di far convivere due interessi pubblici che, se contrapposti in modo rigido, finiscono per alimentare conflitti ripetitivi: tutela della salute e tutela delle pratiche identitarie.

Maione sintetizza così la ratio dell’intervento: offrire ai territori “un quadro normativo certo e improntato all’equilibrio”, con regole chiare per consentire il mantenimento delle tradizioni locali considerate patrimonio identitario. La partita, adesso, si sposta sull’applicazione: la norma indica una direzione, mentre la tenuta complessiva dipenderà dalla capacità dei Comuni di riconoscere le ricorrenze con criteri coerenti e dalla qualità dell’organizzazione, perché una tradizione, per restare credibile, ha bisogno anche di responsabilità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to