Emergenze oculistiche a Milano: Regione Lombardia avvia una rete unica tra Pronto soccorso e Presidio Oftalmico
24/02/2026
Nell’area metropolitana milanese l’urgenza oculistica ha un volto preciso: code al Pronto soccorso, accessi ripetuti a distanza di poche ore, cittadini che arrivano da fuori città perché sanno dove trovare uno specialista. Per mettere ordine in un sistema che, pur funzionando, assorbe energie in modo diseguale, Regione Lombardia ha avviato una sperimentazione di un anno dedicata alla gestione di emergenze e urgenze oculistiche, con un modello che mette in rete gli ospedali pubblici dotati di oculistica e definisce percorsi più leggibili per i pazienti. La cabina di regia è affidata alla ASST Fatebenefratelli – Sacco attraverso il Presidio Oftalmico, centro cittadino di riferimento per i casi più complessi.
Perché serve una rete: i numeri del Fatebenefratelli e il peso dei “codici bianchi”
Il progetto nasce da dati che, da soli, spiegano la pressione. Nel 2024 il Pronto Soccorso Oftalmico del Fatebenefratelli ha registrato 36.521 accessi, con circa un terzo classificati come codice bianco. Nel periodo 1° gennaio – 31 ottobre 2025 gli accessi sono stati 31.714, di cui 10.780 codici bianchi. Tradotto: una quota rilevante di persone arriva in urgenza per problemi che, se intercettati e indirizzati in modo più appropriato, potrebbero essere gestiti con percorsi ambulatoriali rapidi, senza intasare la struttura deputata alle emergenze vere.
Un’analisi prospettica condotta a marzo 2025 aggiunge due elementi che pesano sulla programmazione: il 18,2% dei pazienti giunti al Pronto Soccorso Oftalmico aveva effettuato un precedente accesso, nelle 36 ore precedenti, presso un altro ospedale; inoltre, nei mesi di gennaio-febbraio 2025, il 47% dei pazienti aveva domicilio fuori dal Comune di Milano, segno di una funzione sovraterritoriale che oggi viene “assorbita” soprattutto dal Fatebenefratelli.
Come funziona il nuovo modello: centralizzare il complesso, distribuire il resto
Il cuore della sperimentazione è una scelta organizzativa netta: centralizzare presso il Presidio Oftalmico del Fatebenefratelli i casi emergenti e le urgenze complesse, garantendo chirurgia maggiore, diagnostica avanzata e pronta disponibilità chirurgica h24; parallelamente, costruire una gestione più diffusa delle urgenze minori, così da ridurre accessi impropri e tempi d’attesa.
La rete coinvolge le strutture pubbliche con Unità Operativa di Oculistica, comprese sedi di DEA di II livello: Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico, ASST Santi Paolo e Carlo, ASST Niguarda, ASST Melegnano Martesana, ASST Rhodense, ASST Nord Milano, ASST Ovest Milano, ASST Lodi, oltre alla stessa ASST Fatebenefratelli – Sacco in qualità di coordinatrice.
Sul piano operativo, sono previsti protocolli uniformi di triage oculistico condivisi con i Pronto soccorso generali, utili anche quando lo specialista non è presente; e percorsi fast track ambulatoriali per i codici minori, costruiti per dare risposta in tempi rapidi senza “sporcare” il canale dell’emergenza.
Telemedicina e formazione: la parte meno visibile che decide la qualità
La sperimentazione non si limita a spostare pazienti da un punto all’altro: punta a far circolare competenze. È previsto il potenziamento di telemedicina e teleconsulto tra specialisti della rete, insieme a percorsi di formazione sul triage e di formazione chirurgica avanzata, anche con tecnologie video-assistite; inoltre, la possibilità per i professionisti degli ospedali aderenti di svolgere turni nel Pronto soccorso specialistico, così da consolidare integrazione e crescita professionale.
La ASST Fatebenefratelli – Sacco trasmetterà una relazione intermedia alla Direzione Generale Welfare dopo sei mesi: sulla base dei risultati, Regione Lombardia potrà valutare un’eventuale estensione anche alle strutture private accreditate presenti nell’area metropolitana.
L’assessore al Welfare Guido Bertolaso riassume l’impostazione con una formula che, dietro le parole, indica una scelta pratica: “centralizziamo i casi complessi, valorizziamo le competenze diffuse”, puntando su appropriatezza, qualità e formazione continua, perché la rapidità non sia un colpo di fortuna ma una regola condivisa.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to