Come si fa un assegno circolare: guida pratica per richiederlo e compilarlo correttamente
10/02/2026
L’assegno circolare è uno strumento di pagamento emesso direttamente da una banca, utilizzato quando si vuole garantire al beneficiario che l’importo indicato sia effettivamente disponibile. A differenza dell’assegno bancario, che dipende dai fondi presenti sul conto del correntista al momento dell’incasso, l’assegno circolare viene emesso solo dopo che la banca ha verificato e bloccato la somma, rendendolo molto più sicuro nelle transazioni importanti.
Per questo motivo viene richiesto spesso per l’acquisto di auto usate, pagamenti tra privati, caparre per immobili, saldo notarile o operazioni in cui il venditore vuole una garanzia immediata. Capire come si fa un assegno circolare significa conoscere la procedura per richiederlo, i documenti necessari, i costi e le regole di compilazione.
Cos’è un assegno circolare e quando conviene usarlo
Un assegno circolare è un titolo di credito emesso dalla banca a favore di un beneficiario specifico, con la garanzia che l’importo è coperto al 100%. Il pagamento è quindi considerato più affidabile rispetto a un assegno bancario tradizionale, perché non può essere emesso senza disponibilità effettiva di fondi.
Questo strumento viene utilizzato soprattutto quando si vuole evitare il rischio di insolvenza, come nel caso di vendite tra privati, pagamenti di importi elevati o accordi in cui la controparte non accetta bonifici per questioni di tempo o di certezza.
È particolarmente comune anche nelle operazioni immobiliari, perché consente di consegnare un pagamento immediatamente verificabile dal notaio o dal venditore. Un assegno circolare può inoltre essere utile quando serve dimostrare serietà e affidabilità in una trattativa, perché rappresenta un impegno reale già coperto dalla banca.
Come richiedere un assegno circolare in banca
Per fare un assegno circolare non basta avere un libretto di assegni, perché l’emissione deve essere effettuata direttamente dall’istituto bancario. La richiesta può essere fatta allo sportello e, in alcune banche, anche tramite home banking, con successivo ritiro fisico.
Il passaggio fondamentale consiste nel fornire alla banca i dati del beneficiario e l’importo esatto. La banca verifica la disponibilità sul conto corrente e, una volta confermata, procede a bloccare la somma o ad addebitarla immediatamente. Da quel momento, l’assegno viene stampato con tutti i dati necessari e consegnato al richiedente.
Per richiedere un assegno circolare servono in genere:
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documento di identità valido
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codice fiscale
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conto corrente con fondi disponibili (oppure contanti, se la banca lo consente)
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nome e cognome o ragione sociale del beneficiario
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importo preciso in cifre e in lettere
In molte banche non è possibile emettere un assegno circolare senza indicare il beneficiario, perché l’assegno circolare deve essere nominativo. Questo significa che non può essere intestato genericamente e non può essere “al portatore”, salvo casi particolari regolati dalla normativa.
La tempistica di emissione è spesso immediata, ma può variare se l’istituto deve effettuare verifiche aggiuntive, soprattutto per importi elevati o in presenza di controlli antiriciclaggio.
Come si compila un assegno circolare e quali dati contiene
L’assegno circolare viene compilato dalla banca, quindi non è l’utente a scriverlo manualmente come avviene per un assegno bancario. Questo è uno dei motivi per cui viene considerato più sicuro, perché riduce errori di compilazione e rende il documento più difficile da falsificare.
Un assegno circolare contiene sempre:
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il nome della banca emittente
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la dicitura “assegno circolare”
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il numero identificativo dell’assegno
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l’importo in cifre
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l’importo in lettere
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il nome del beneficiario
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la data e il luogo di emissione
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la firma autorizzata della banca
La parte più importante per chi lo richiede è verificare che i dati del beneficiario siano corretti e che l’importo sia scritto in modo identico sia in cifre sia in lettere. Anche un piccolo errore può rendere difficile l’incasso o richiedere l’annullamento e la riemissione.
Nel caso in cui il beneficiario sia un’azienda, è fondamentale inserire la ragione sociale esatta, perché una dicitura incompleta può causare problemi di identificazione al momento dell’incasso.
È utile controllare anche la presenza di eventuali clausole di non trasferibilità. In Italia, per importi superiori a determinate soglie stabilite dalla normativa antiriciclaggio, l’assegno deve essere non trasferibile, quindi incassabile solo dal beneficiario indicato.
Costi, tempi e limiti dell’assegno circolare
L’assegno circolare non è gratuito nella maggior parte delle banche, anche se alcune offerte di conto corrente includono un certo numero di emissioni senza commissioni. Il costo può variare, ma spesso include una commissione fissa e, in alcuni casi, anche l’imposta di bollo, che dipende dalla tipologia di operazione e dall’importo.
In media, la commissione può andare da pochi euro fino a circa 10-15 euro, soprattutto se l’assegno viene richiesto urgentemente o in filiali diverse dalla propria. Per importi elevati, alcune banche applicano condizioni differenti, legate anche ai controlli interni.
Per quanto riguarda i tempi, l’emissione allo sportello è spesso immediata, mentre tramite canali digitali può richiedere qualche ora o un giorno lavorativo, soprattutto se serve il ritiro fisico in filiale.
Un aspetto importante riguarda la disponibilità dei fondi. Quando viene emesso un assegno circolare, l’importo viene prelevato o bloccato dal conto corrente, quindi il saldo disponibile diminuisce subito. Questo significa che non si può utilizzare la stessa somma per altri pagamenti.
I limiti di importo dipendono dalle policy interne della banca e dai controlli antiriciclaggio. Per cifre molto alte può essere richiesta documentazione aggiuntiva sulla provenienza dei fondi o sul motivo del pagamento, specialmente se l’operazione non è coerente con i movimenti abituali del conto.
Come verificare se un assegno circolare è valido ed evitare truffe
Anche se l’assegno circolare è considerato più sicuro, esistono casi di falsificazione o truffe basate su documenti contraffatti. Per questo, quando si riceve un assegno circolare, è importante controllare alcuni elementi prima di consegnare beni o firmare un contratto.
Un controllo pratico consiste nel verificare che l’assegno sia emesso da una banca reale e riconoscibile, con filiale e contatti verificabili. Il beneficiario dovrebbe controllare la qualità di stampa, la presenza di filigrane e il numero identificativo. Se si tratta di un pagamento importante, come la vendita di un’auto o il saldo di un immobile, la soluzione più sicura è accompagnare l’acquirente in banca e farsi consegnare l’assegno direttamente allo sportello.
In alternativa, si può contattare la filiale emittente per confermare l’autenticità dell’assegno, comunicando numero e importo. Molte banche, per motivi di privacy, non forniscono informazioni dettagliate, ma possono confermare se l’assegno esiste e se è stato effettivamente emesso.
Un altro aspetto importante riguarda l’incasso. Anche se l’assegno circolare è coperto, l’accredito può richiedere alcuni giorni, perché la banca del beneficiario deve completare la procedura di verifica e contabilizzazione. Per transazioni molto delicate, conviene attendere la conferma dell’incasso prima di considerare l’operazione definitivamente conclusa.
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