Come mettere le storie in evidenza su Instagram: metodo, stile e strategia per valorizzare il profilo
di Redazione
12/11/2025
Le storie di Instagram hanno cambiato il modo di comunicare: immediate, effimere, veloci, permettono di mostrare un frammento autentico della quotidianità. Ma la loro natura temporanea — quella finestra di ventiquattro ore che si chiude in automatico — rischia di far sparire contenuti che meritano di restare.
È da questa esigenza che nasce la funzione delle storie in evidenza, uno spazio permanente sul profilo, dove raccogliere e conservare ciò che rappresenta meglio una persona, un brand o un progetto.
Capire come mettere le storie in evidenza non significa solo imparare un gesto tecnico, ma comprendere come dare una forma duratura a una narrazione digitale, visiva e coerente.
Il significato delle storie in evidenza
Le “Highlight”, come le chiama Instagram nella versione inglese, sono raccolte visibili subito sotto la biografia del profilo.
Sono la prima cosa che si incontra dopo la foto e il nome, e spesso la prima che si guarda.
Per questo non vanno considerate un semplice archivio, ma una vetrina narrativa: un insieme di contenuti che parlano di chi sei, di cosa fai o del tono con cui scegli di comunicare.
Ogni storia può entrare a far parte di una raccolta, che a sua volta può essere modificata, rinominata o aggiornata nel tempo.
Le aziende le usano per mostrare prodotti o testimonianze, i creator per raccontare percorsi o eventi, i profili personali per conservare momenti importanti.
L’idea alla base è semplice: dare una seconda vita alle storie più significative, rendendole parte stabile dell’identità digitale.
Come creare una storia in evidenza
Per mettere una storia in evidenza occorre che sia già stata pubblicata o archiviata. Instagram, infatti, salva automaticamente tutte le storie nell’Archivio, una sezione privata accessibile solo al proprietario del profilo.
Il procedimento è rapido:
-
Accedere al proprio profilo.
-
Toccare il simbolo “+” sotto la biografia, nella sezione delle storie in evidenza.
-
Scegliere le storie da aggiungere, pescandole dall’archivio.
-
Dare un nome alla raccolta.
-
Scegliere o caricare un’immagine di copertina.
La nuova evidenza apparirà immediatamente sul profilo, visibile a chiunque visiti la pagina.
In alternativa, si può salvare una storia in evidenza direttamente al momento della pubblicazione: basta aprirla, toccare il cuore con la dicitura “Metti in evidenza” e assegnarla a una raccolta esistente o nuova.
L’importanza della copertina
Ogni storia in evidenza ha una copertina, un piccolo cerchio che ne rappresenta il contenuto.
È il primo impatto visivo, e come tutte le anteprime, comunica molto prima ancora di essere aperta.
Una copertina curata trasmette ordine, estetica e coerenza. Una copertina improvvisata, al contrario, dà un senso di casualità.
Chi gestisce un profilo professionale sa che la grafica non è un dettaglio. L’armonia tra i colori, l’uso di icone riconoscibili e la coerenza con la palette del feed rendono il profilo più leggibile e riconoscibile.
Creare copertine efficaci non richiede strumenti complessi.
App come Canva o Adobe Express permettono di generare grafiche uniformi in pochi minuti, con simboli minimal e tonalità personalizzate.
L’obiettivo è rendere chiaro, con un colpo d’occhio, cosa rappresenta ogni raccolta: “Eventi”, “Clienti”, “Dietro le quinte”, “Consigli”, “Travel”, “About me”.
Strutturare le storie in evidenza
Mettere storie in evidenza non significa accumularle.
È un lavoro di selezione, di sintesi e di ordine.
Ogni raccolta dovrebbe avere una logica, una funzione e una durata.
Un metodo utile è pensare alle evidenze come a capitoli tematici.
-
Per un brand: “Prodotti”, “Offerte”, “Recensioni”, “Team”, “Storie dei clienti”.
-
Per un freelance: “Portfolio”, “Collaborazioni”, “Dietro le quinte”, “Feedback”.
-
Per un profilo personale: “Viaggi”, “Famiglia”, “Ricette”, “Cani”, “Momenti belli”.
È importante non duplicare contenuti simili o sovrapposti. Ogni evidenza deve avere una propria identità.
Anche la lunghezza conta: troppe storie all’interno della stessa raccolta rendono la visione dispersiva.
Meglio poche, ma rappresentative.
Aggiornare, riorganizzare, eliminare
Le storie in evidenza non sono fisse: possono essere aggiornate in qualsiasi momento.
Tenere le raccolte “vive” è una buona abitudine, perché Instagram privilegia i profili che mostrano attività costante e contenuti recenti.
Per modificare un’evidenza basta:
-
tenere premuto il cerchio della raccolta;
-
selezionare “Modifica evidenza”;
-
aggiungere o togliere storie, cambiare copertina o nome.
Anche l’eliminazione è reversibile: rimuovere un’evidenza non cancella le storie, che restano sempre disponibili nell’archivio privato.
Gestire periodicamente le evidenze è un modo per mantenere l’immagine coerente con ciò che si vuole comunicare oggi.
Un profilo aggiornato trasmette attenzione e autenticità.
Le storie in evidenza come strumento di comunicazione
Per chi usa Instagram in modo professionale, le evidenze sono parte integrante della strategia di comunicazione.
Funzionano come mini landing page interne, capaci di indirizzare l’attenzione verso obiettivi precisi: promuovere un prodotto, spiegare un servizio, raccontare un percorso.
Le aziende le sfruttano per mantenere in primo piano le informazioni più rilevanti: orari, contatti, politiche di reso, presentazioni di collezioni.
Gli influencer e i content creator le usano per organizzare collaborazioni, codici sconto, progetti passati e momenti personali.
Un musicista può usarle per raccogliere clip dai concerti, un ristorante per mostrare piatti e recensioni, un fotografo per raccontare backstage e set.
La loro efficacia sta nella sintesi: l’utente non deve cercare tra centinaia di post, ma trova subito ciò che conta.
Il tono e lo stile: la coerenza visiva
La qualità visiva non è un accessorio.
Un profilo in cui tutto dialoga — colori, font, stile fotografico — comunica identità.
Le storie in evidenza fanno parte di questo linguaggio.
Chi le guarda deve percepire coerenza, non sforzo.
Scegliere un tono significa definire una direzione: ironico, elegante, minimalista, vivace, professionale.
Ogni stile ha la sua grammatica visiva, e le evidenze devono rispettarla.
Anche la scelta del font nelle grafiche o delle immagini di copertina contribuisce a costruire l’atmosfera del profilo.
La coerenza non è rigidità, ma riconoscibilità.
Quando un utente riconosce un profilo a colpo d’occhio, il lavoro visivo è riuscito.
L’uso delle storie in evidenza per rafforzare il brand personale
Per chi lavora con la propria immagine — artisti, coach, designer, consulenti, creatori digitali — le evidenze diventano uno strumento narrativo strategico.
Servono per costruire fiducia, mostrare competenza e dare continuità ai contenuti.
Una raccolta ben strutturata può sostituire una presentazione professionale:
-
“Chi sono” con una breve sequenza che introduce il percorso personale;
-
“Servizi” per descrivere cosa si offre e come contattare;
-
“Testimonianze” per mostrare il riscontro del pubblico;
-
“Contenuti utili” per dare valore immediato a chi arriva sul profilo.
La differenza tra un profilo curato e uno improvvisato si percepisce nei dettagli.
Le storie in evidenza non devono sembrare vetrine pubblicitarie, ma spazi di racconto autentico, coerenti con la voce di chi comunica.
Errori comuni da evitare
Ci sono errori ricorrenti che riducono l’efficacia delle storie in evidenza:
-
Eccesso di categorie: troppe raccolte creano confusione. Meglio poche, chiare e curate.
-
Contenuti datati: lasciare in evidenza storie vecchie dà un’impressione di abbandono.
-
Titoli generici: “Varie”, “Altro”, “Random” non comunicano nulla. Ogni evidenza deve dire subito cosa contiene.
-
Copertine incoerenti: mischiare stili o colori disorienta visivamente.
-
Assenza di un criterio narrativo: senza un filo logico, anche belle immagini perdono forza.
Chi guarda il profilo si fa un’idea in pochi secondi: la cura nei dettagli diventa parte del messaggio.
L’evoluzione del racconto
Le storie in evidenza rappresentano la forma più evoluta di narrazione su Instagram: combinano la spontaneità delle stories e la permanenza del feed.
Raccontano senza rigidità, ma con struttura.
Danno spazio alla memoria, ma restano dinamiche.
In un ecosistema dominato dalla velocità, sono l’occasione per fermare il tempo, almeno per un po’.
Saperle usare significa dare profondità alla propria presenza digitale: non solo mostrare, ma costruire un racconto che resta.
E in un mondo fatto di scroll infiniti e contenuti effimeri, la capacità di lasciare traccia è la forma più sottile di comunicazione.