BASE Milano, un mosaico di linguaggi urbani
di Redazione
06/10/2025
BASE Milano sceglie la strada come palcoscenico e i quartieri come interlocutori, per un festival che intreccia arti performative e tessuto sociale. Il diritto culturale, inteso come diritto a esistere nello spazio pubblico attraverso l’arte, è il filo conduttore del programma che coinvolge San Cristoforo, Giambellino, Barona, Stadera e Chiesa Rossa/Gratosoglio.
Installazioni e performance in spazi non convenzionali
Il collettivo DOM con il suo “Darkness Picnic” porta il pubblico nel Ticinello per un’esperienza che supera i confini del teatro tradizionale, trasformando il paesaggio in scenografia e i partecipanti in co-autori.
In Giambellino, il duo Cardellini/Gonzales con “El Viaje Milano” mette in scena una riflessione sul viaggio e sull’attraversamento, capace di risuonare in un quartiere che da decenni è crocevia di migrazioni e trasformazioni urbane.
Corpi in dialogo con lo spazio
Lo stesso principio guida Rafael Candela con “Forrest”, un progetto che abita i quartieri di Stadera e Barona, dove la danza non è esibizione ma gesto di ascolto, intreccio con ciò che già vive nello spazio urbano. L’arte qui si fa strumento di relazione, di attenzione e di memoria.
BASE Milano dimostra ancora una volta di saper coniugare estetica e responsabilità sociale, facendo della città il vero terreno di sperimentazione culturale.
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