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Bando Nuova Impresa 2026: contributi fino a 10.000 euro per avviare un’attività in Lombardia

10/03/2026

Bando Nuova Impresa 2026: contributi fino a 10.000 euro per avviare un’attività in Lombardia

Avviare una nuova attività comporta investimenti iniziali spesso difficili da sostenere senza un supporto esterno. Con questa consapevolezza la Regione Lombardia ha pubblicato l’edizione 2026 del bando “Nuova Impresa”, un’iniziativa pensata per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali e sostenere l’autoimprenditorialità.

Il bando, gestito da Unioncamere Lombardia, prevede contributi a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro per ciascun beneficiario. Le domande potranno essere presentate online dalle ore 10 del 30 aprile 2026 fino alle ore 12 del 29 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali dedicate allo sviluppo economico e alla creazione di nuove imprese, con l’obiettivo di sostenere chi decide di intraprendere un’attività autonoma o imprenditoriale sul territorio lombardo.

Chi può richiedere il contributo

Il bando si rivolge a diverse categorie di nuovi operatori economici attivi in Lombardia.

Possono presentare domanda micro, piccole e medie imprese iscritte al Registro delle Imprese con partita IVA attiva e sede legale e operativa in Lombardia, avviate nel periodo compreso tra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026. La partita IVA deve risultare attiva entro dodici mesi precedenti l’iscrizione al Registro delle Imprese.

Tra i beneficiari rientrano anche lavoratori autonomi con domicilio fiscale in Lombardia non iscritti al Registro delle Imprese, purché titolari di partita IVA individuale attivata nello stesso periodo.

Il bando include inoltre professionisti iscritti a ordini professionali, sempre con domicilio fiscale in Lombardia, che abbiano aperto la partita IVA e avviato l’attività da non oltre quattro anni rispetto alla data di presentazione della domanda.

Restano esclusi alcuni ambiti economici specifici. Non possono partecipare le attività appartenenti ai settori agricoltura, finanza e assicurazioni, oltre a determinate attività commerciali come sexy shop o imprese legate al gioco d’azzardo. Sono escluse anche le associazioni tra professionisti e le nuove imprese che gestiscono apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.

Spese finanziabili e requisiti del programma di investimento

Il contributo copre un ampio ventaglio di spese legate alla fase di avvio dell’attività, purché sostenute dopo l’apertura della partita IVA e documentate tramite fattura.

Il programma di spesa deve prevedere un investimento minimo di 3.000 euro e non può includere singole spese inferiori a 250 euro. Ogni progetto può essere composto da un massimo di dieci fatture.

Almeno il 50% delle spese deve riguardare investimenti in conto capitale, cioè beni durevoli direttamente collegati all’attività imprenditoriale. Tra questi rientrano l’acquisto di macchinari, attrezzature e arredi, comprese le spese di installazione e le eventuali opere murarie strettamente funzionali.

Sono ammissibili anche software gestionali, applicazioni aziendali, servizi cloud e licenze, oltre all’acquisto di hardware e ai costi per la registrazione di marchi e brevetti. L’insieme di queste voci non può superare il 60% del programma di spesa complessivo.

Le spese correnti, che non possono superare il 50% del totale, includono invece onorari notarili per la costituzione dell’impresa, consulenze specialistiche per l’avvio dell’attività, canoni di locazione della sede operativa e servizi di comunicazione e marketing, come la creazione del sito web o campagne pubblicitarie. Sono riconosciute anche spese generali forfettarie fino al 7% delle voci precedenti.

Il programma di investimento deve essere realizzato prima della presentazione della domanda, secondo la logica del bando “a consuntivo”, e comunque entro il 31 dicembre 2026.

Modalità di valutazione delle domande

Le richieste di contributo saranno esaminate attraverso una procedura articolata in due fasi.

La prima consiste in un’istruttoria formale, che verifica la presenza dei requisiti richiesti, la correttezza della documentazione e l’ammissibilità delle spese dichiarate. Questa fase segue una procedura “a sportello”, quindi le domande vengono analizzate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Successivamente viene svolta un’istruttoria tecnica a punteggio, che valuta la qualità del progetto. I criteri principali riguardano la coerenza con gli obiettivi del bando e la presenza di elementi di innovazione, sostenibilità ambientale e trasformazione digitale.

Ogni richiedente può presentare una sola domanda di contributo, salvo il caso in cui una precedente richiesta sia stata formalmente ritirata o non ammessa.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.