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Milano, 5 mostre da vedere a ottobre 2026: gli appuntamenti da non perdere

04/10/2026

mostra arte

Con l’arrivo dell’autunno Milano propone un calendario artistico che attraversa epoche e linguaggi molto differenti. Le esposizioni disponibili durante ottobre 2026 permettono di passare dai maestri fiamminghi alla fotografia contemporanea, fino al Surrealismo e alle esperienze artistiche maturate nel corso del Novecento.

Alcune iniziative sono cominciate alla fine di settembre, mentre altre apriranno proprio nei prossimi giorni. Ecco cinque appuntamenti che possono diventare un’occasione per trascorrere qualche ora tra musei e spazi culturali milanesi.

A Palazzo Reale un viaggio nella pittura della famiglia Brueghel

Il primo appuntamento porta a Palazzo Reale, dove fino al 31 gennaio 2027 sarà possibile approfondire l'eredità artistica dei Brueghel. L'esposizione, iniziata il 29 settembre 2026, rappresenta il primo grande progetto italiano incentrato sulla celebre famiglia di artisti rinascimentali.

Con I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa vengono presentati più di ottanta lavori. Il visitatore incontra differenti tecniche artistiche, perché accanto alle tele trovano spazio anche incisioni e opere realizzate attraverso il disegno.

La mostra consente soprattutto di capire quanto questa famiglia abbia inciso sull'evoluzione dell'arte europea. La sua influenza si sviluppò infatti partendo dai territori olandesi e raggiungendo anche l'Italia e numerose altre zone del continente.

Molto varia è anche la scelta dei soggetti. Il pubblico può osservare immagini legate al mondo rurale, scenari invernali, combattimenti, composizioni dedicate agli oggetti e rappresentazioni del mare durante le tempeste. Temi che, con il passare del tempo, avrebbero conquistato una propria autonomia, contribuendo all'evoluzione della pittura dei secoli successivi.

Dalí raccontato attraverso abiti, immagini e oggetti

Restando a Palazzo Reale, un'altra esposizione permette di avvicinarsi a Salvador Dalí da una prospettiva particolare. In questo caso l'attenzione si sposta sull'incontro fra la creatività dell'artista e l'universo dell'abbigliamento.

La mostra Dalí e la Moda mette insieme più di duecento elementi provenienti da raccolte e istituzioni di livello internazionale. Non ci sono soltanto opere pittoriche: la selezione comprende anche fotografie, bozzetti, vestiti, gioielli, materiali audiovisivi e numerosi oggetti.

L'apertura è avvenuta durante la Milano Fashion Week, mentre la chiusura è fissata per il 31 gennaio 2027.

Il progetto è frutto del lavoro congiunto della Fundació Gala-Salvador Dalí e di Judith Clark, studiosa specializzata nella storia della moda e responsabile della curatela.

Attraverso i materiali selezionati emerge un aspetto particolare della produzione di Dalí: per l'artista anche il vestire poteva trasformarsi in uno strumento creativo. Moda, identità visiva e sperimentazione finiscono così per incontrarsi all'interno di quell'immaginario surrealista che ha reso Dalí uno degli artisti più riconoscibili del secolo scorso.

Settantacinque fotografie per riscoprire Giovanni Chiaramonte

La terza proposta cambia completamente linguaggio e porta alla fotografia. Viasaterna presenta Alight, progetto dedicato a Giovanni Chiaramonte, nato nel 1948 a Varese e morto nel capoluogo lombardo nel 2023.

A occuparsi della curatela è Luca Fiore, con il coinvolgimento degli Archivi Giovanni Chiaramonte. La selezione raggiunge complessivamente 75 fotografie e accosta scatti già conosciuti ad altri rimasti finora inediti.

A collegare i lavori è soprattutto lo studio della luminosità e del suo incontro con le zone d'ombra. Questi elementi diventano parte integrante della fotografia e permettono di seguire l'evoluzione dello sguardo dell'autore lungo diversi periodi della sua attività.

Alight assume inoltre un valore particolare perché inaugura un programma più ampio. L'intenzione è infatti quella di proseguire nel tempo con nuove iniziative capaci di far conoscere il patrimonio artistico lasciato da Chiaramonte.

Trentuno artisti raccontano un Novecento meno conosciuto

Un'altra occasione culturale guarda invece all'arte italiana del XX secolo. Il progetto Intime Visioni. '900 segreto è promosso dall'Associazione Flangini insieme a Regione Lombardia e propone una selezione composta da oltre novanta lavori.

Sono 31 gli artisti rappresentati. A costruire l'itinerario espositivo è Antonio D'Amico, alla guida del Museo Bagatti Valsecchi.

L'esposizione dedica spazio soprattutto alla rappresentazione del territorio italiano e alla figura femminile, offrendo contemporaneamente l'opportunità di incontrare autori dalla notorietà molto diversa.

Tra i protagonisti compaiono Guttuso, Flangini, Persicalli, Bracchi, Sassu, Carrà, Baj e Campigli. Accanto a loro sono presenti, fra gli altri, Gina Zandavalli ed Evangelina Gemma Alciati. Quest'ultima raggiunse un importante primato entrando nell'istituzione accademica artistica di Torino come prima iscritta donna.

La varietà degli autori consente quindi di osservare il Novecento italiano attraverso sensibilità e interpretazioni differenti, andando oltre i nomi abitualmente associati a quel periodo.

Al Mudec Matisse visto attraverso le culture che influenzarono la sua arte

Bisognerà attendere l'8 ottobre per l'apertura di uno degli appuntamenti più importanti del mese. Il Mudec accoglierà infatti Matisse. Il mondo in una stanza, visitabile fino al 21 febbraio 2027.

Il progetto concentra l'attenzione sugli incontri culturali che contribuirono alla formazione artistica di Matisse. Viaggi e studi portarono il pittore a confrontarsi con tradizioni differenti, che finirono per incidere sul suo modo di concepire forme, composizione e linguaggio visivo.

Particolare rilievo viene dato alle suggestioni provenienti dalle tradizioni africana, islamica e russa. Attraverso questa prospettiva la mostra approfondisce anche il modo in cui tali influenze entrarono nel percorso che avrebbe contribuito a ridefinire l'arte moderna occidentale.

La visita si sviluppa attraverso otto nuclei espositivi. Nel complesso saranno visibili all'incirca cento opere, comprendendo pitture, sculture e lavori eseguiti su supporto cartaceo.

I prestiti arrivano da importanti realtà museali e collezioni internazionali. Partecipano, tra gli altri, il MoMA di New York, il Philadelphia Museum of Art, il Musée d'Orsay, il Musée Picasso, il Musée de l'Orangerie, il Musée du Quai Branly e la Pierre and Tana Matisse Foundation Collection.

Alla base dell'iniziativa ci sono inoltre studi di recente realizzazione, compresi approfondimenti ancora poco conosciuti. Il progetto invita così a leggere l'opera di Matisse considerando anche questioni più ampie, come l'incontro tra culture, il nazionalismo e il contesto coloniale. Ottobre a Milano diventa quindi un mese particolarmente interessante per chi vuole utilizzare una giornata libera per avvicinarsi all'arte da prospettive molto diverse.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.