Bar in Lombardia, quasi 5mila attività scomparse in sei anni: i numeri
02/10/2026
La geografia dei pubblici esercizi lombardi sta cambiando rapidamente. Nel giro di pochi anni migliaia di insegne hanno lasciato spazio a serrande abbassate oppure ad attività di tipo diverso. A risentirne è soprattutto il mondo dei bar, una presenza tradizionalmente molto diffusa nei quartieri delle città e nei centri più piccoli. I numeri elaborati dall’Ufficio economico di Confesercenti sulla base dei dati Infocamere mostrano la dimensione di questa trasformazione.
Quasi 5mila bar in meno in Lombardia dal 2019
Il confronto tra il 2019 e il 2025 evidenzia una riduzione particolarmente significativa. Nell'arco di sei anni il numero dei bar presenti sul territorio regionale è diminuito di 4.957 unità, equivalente a una contrazione del 17,5%. Il dato lombardo risulta superiore alla media italiana, dove nello stesso periodo la flessione registrata è stata del 14,2%.
Tradotto su base giornaliera, il fenomeno corrisponde mediamente a circa due attività in meno al giorno. Non tutte le province, però, hanno seguito lo stesso andamento e le differenze territoriali sono piuttosto marcate.
In termini numerici, il cambiamento maggiore riguarda Milano e il suo territorio, dove rispetto al 2019 si contano 1.828 bar in meno. Alle sue spalle troviamo Brescia, con una diminuzione di 672 attività, mentre la provincia di Monza e Brianza registra una riduzione di 293 esercizi.
La graduatoria cambia se invece di considerare il numero complessivo si osservano le variazioni percentuali. In questo caso è Sondrio a registrare il dato più consistente, con una diminuzione del 29,1%. Seguono Lecco con il 20,7% e Mantova con il 18,9%.
Il fenomeno lombardo rientra in una trasformazione che interessa l'intero Paese. A livello nazionale, infatti, tra il 2019 e il 2025 il numero delle imprese del comparto è passato da 169.839 a 145.766: oltre 24mila attività in meno, pari a una contrazione del 14,2%.
Un settore che arriva da una lunga fase di espansione
Per comprendere meglio i numeri attuali è utile allargare lo sguardo. La Lombardia arrivava infatti da un periodo nel quale l'offerta era cresciuta in maniera importante. Nel 2006 sul territorio regionale si contavano circa 21mila bar, mentre nel 2019 il numero era arrivato intorno a quota 28mila.
La fase successiva ha coinciso con profondi cambiamenti nelle abitudini quotidiane. Il periodo della pandemia ha modificato per diverso tempo la frequentazione dei locali e, parallelamente, la diffusione del lavoro da remoto ha trasformato i flussi di persone soprattutto nelle aree caratterizzate da una forte presenza di uffici.
Anche il modo di utilizzare il bar sta evolvendo. Accanto alla tradizionale colazione o al caffè consumato durante la giornata, numerosi esercizi stanno ampliando i servizi per intercettare momenti differenti, come pranzi, aperitivi e consumo di prodotti gastronomici. È una trasformazione che porta alcune imprese a modificare la propria formula commerciale e, in determinati casi, anche la tipologia di licenza.
Sul piano economico, il settore deve inoltre confrontarsi con diverse voci di spesa. Energia, materie prime e canoni di locazione incidono sui bilanci delle attività, mentre la capacità di spesa delle famiglie condiziona inevitabilmente la frequenza e il valore dei consumi fuori casa.
Il bar resta un punto di riferimento per quartieri e piccoli centri
Dietro ai dati economici esiste anche una dimensione legata alla vita delle comunità. Il bar continua infatti a svolgere una funzione che va oltre la semplice somministrazione di bevande e alimenti. Nei piccoli comuni può rappresentare uno dei principali luoghi di incontro, mentre nei quartieri urbani è spesso una presenza quotidiana per residenti, lavoratori e visitatori.
Proprio per questo Confesercenti richiama l'attenzione sul fenomeno della desertificazione commerciale, che non riguarda esclusivamente i negozi tradizionali. La progressiva riduzione dei pubblici esercizi può modificare l'offerta di servizi e gli spazi di socialità disponibili sul territorio. L'associazione ha promosso anche un'iniziativa legislativa dedicata al tema delle attività di prossimità e della somministrazione.
Il comparto, allo stesso tempo, continua a mostrare capacità di adattamento. Molti gestori stanno lavorando sull'ampliamento dell'offerta, sulla qualità dei prodotti e su formule capaci di rispondere alle nuove modalità di consumo. Per attività caratterizzate generalmente da scontrini medi contenuti e da un'importante componente di lavoro, l'equilibrio economico richiede però un'attenta gestione dei costi e dei servizi proposti.
I dati del periodo 2019-2025 raccontano quindi un settore lombardo in piena trasformazione. La diminuzione di quasi 5mila bar in sei anni rappresenta uno dei segnali più evidenti del cambiamento in corso, ma parallelamente emergono nuovi modelli di attività e tentativi di intercettare esigenze diverse rispetto al passato.
La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare questa evoluzione favorendo innovazione, nuove aperture e ricambio generazionale, mantenendo allo stesso tempo quella funzione economica e sociale che ha reso i bar una presenza familiare nelle città e nei paesi della Lombardia.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to